Toscana: Arcigay per uno statuto aperto a gay

di

"Noi crediamo che sia giunto il momento di modernizzare la definizione di famiglia, adattandola ai mutamenti della societa'".

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


SIENA – “Noi crediamo che sia giunto il momento di modernizzare la definizione di famiglia, adattandola ai mutamenti della societa’”. Cosi’ Alessio De Giorgi, presidente regionale di Arcgay replica ai vescovi toscani che ieri, durante l’ incontro a porte chiuse avuto con la Commissione statuto del Consiglio regionale hanno ribadito che per loro la famiglia e’ quella fondata sul matrimonio. “Sono sempre piu’, anche fra le persone eterosessuali, coloro che convivono senza il matrimonio tradizionale: escludere queste forme familiari dalla tutela e dalla valorizzazione, oltre che da un esplicito riconoscimento statutario, sarebbe un inaccettabile passo indietro rispetto alla tradizione laica e progressista della nostra regione”, afferma De Giorgi.
“Non credo sia possibile che il Consiglio Regionale scelga di usare una definizione di famiglia che ognuno e’ in grado di intendere come meglio gli aggrada: cattolici integralisti e conservatori ne daranno una interpretazione restrittiva mettendola in relazione con l’articolo 29 della Costituzione, quello che fa riferimento al solo matrimonio, mentre liberali, laici e la parte piu’ avanzata della societa’ ne daranno una interpretazione estesa, includendovi anche le nuove forme di convivenza, anche fra persone dello stesso sesso”.
Arcigay Toscana informa che lunedi’ mattina la Commissione Statuto del Consiglio Regionale della Toscana incontrera’, a porte aperte, una propria delegazione.

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...