Toscana: rischio frattura su unioni di fatto

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La proposta avanzata da Pieraldo Ciucchi, e appoggiata dal presidente dell'Assemblea, Riccardo Nencini, punta ad assegnare i contributi a tutti i conviventi, coppie gay e senza figli comprese.

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FIRENZE – La maggioranza di centrosinistra che governa la Toscana rischia una profonda ‘frattura’. Motivo del contendere è una proposta di legge sulle ‘Unioni di fatto’, avanzata dallo Sdi, che va a scontrarsi con una delibera per i contributi prima casa che domani dovrebbe essere messa in discussione in Consiglio regionale. Di fatto la proposta avanzata da Pieraldo Ciucchi, e oggi appoggiata ufficialmente anche dal presidente dell’Assemblea, Riccardo Nencini, anche lui dello Sdi, punta ad assegnare i contributi a tutti i conviventi, coppie gay e senza figli comprese.
Per Nencini “le unioni di fatto sono pezzi fondanti della società, figlie spesso della difficoltà di trovare lavoro stabile, di acquistare una casa. Non possono – spiega il presidente – subire discriminazioni, tanto meno i figli possono subire discriminazioni”. La delibera sembra fosse stata il risultato di una lunga mediazione tra i Ds e la Margherita, o meglio tra il presidente Claudio Martini e il suo vice Angelo Passaleva che era riuscito in qualche modo a farla passare anche tra i vescovi toscani.
Ora la Pdl regionale dello Sdi scavalca a sinistra la delibera, e potrebbe trovare appoggi non solo tra i banchi dei democratici di sinistra ma anche tra quelli dei Comunisti italiani e di Prc, mettendo però a rischio l’alleanza con la Margherita.

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