TOSCANA: UNO STATUTO PIÙ GAY

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Arcigay Toscana ha presentato in Regione alla Commissione statuto le proposte di modifica della bozza di Statuto Regionale elaborata dalla Commissione stessa.

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FIRENZE – “Nessuno può essere discriminato perché omosessuale o transessuale”. Questo uno dei concetto fondamentali che i delegati di Arcigay Toscana hanno espresso stamani in Regione alla Commissione statuto, alla quale hanno presentato le proposte di modifica della bozza elaborata dalla Commissione stessa. Erano presenti Alessio De Giorgi, presidente regionale, l’ avv. Corrada Giammarinaro, consulente giuridica dell’ associazione, e Regina Satariano, referente regionale per il MIT Movimento Identita’ Transessuali, in rappresentanza della specificita’ transgender.
Tre sono i punti dello Statuto su cui Arcigay Toscana ha prestato la sua attenzione. Il primo e’ la richiesta di esplicitazione nell’ art. 4 dello Statuto dell’ orientamento sessuale e dell’ identita’ di genere tra le cause di non discriminazione. “Nessuno puo’ essere discriminato perche’ omosessuale o transessuale. Questo principio ha spiegato De Giorgi che la Carta di Nizza dell’ Ue ha gia’ esplicitato, deve essere scritto a chiare lettere nel nuovo statuto regionale, senza alcuna possibilita’ di interpretazioni”.
Il secondo tema sul quale la delegazione si e’ soffermata, spiega una nota, riguarda la questione del riconoscimento giuridico delle convivenze non basate sul matrimonio, anche fra persone dello stesso sesso. “La societa’ italiana si e’ evoluta su questa tematica e la stragrande maggioranza dei cittadini ormai sono per l’ equiparazione delle diverse forme familiari: basta andare sul sito internet di Toscana Oggi, il settimanale della Conferenza episcopale toscana ha detto sempre De Giorgi
per vedere da un sondaggio online come anche tra i cattolici le opinioni dei vescovi non incontrano cosi’ grande favore. Escludere queste nuove forme familiari dalla tutela e dalla valorizzazione, oltre che da un esplicito riconoscimento statutario, sarebbe un inaccettabile passo indietro rispetto alla tradizione laica e progressista della nostra regione”.
La terza proposta avanzata da Arcigay Toscana riguarda la Commissione pari opportunita’: l’ elaborato proposto vuole infatti allargare la sfera di competenze della Commissione, estendendola a tutte le differenze che possono essere causa di discriminazione (certamente il sesso, ma anche l’ eta’, l’ etnia, la religione, l’ orientamento sessuale, l’ identita’ di genere e cosi’ via). “Lungi da noi pensare che la questione della parita’ uomo-donna sia un tema superato. Ma la Commissione della Regione, come gia’ quella del ministero per le pari opportunita’, puo’ allargare il proprio orizzonte a tutte le differenze, trasformandosi in uno strumento per l’ uguaglianza materiale tra gli individui”.

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