Tosi: “Riconoscere le unioni civili. I gay sono pochi”

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"La società sta cambiando" afferma il sindaco leghista, ma "niente matrimoni e adozioni"

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Continua a tenere banco, a destra, la questione dei diritti delle persone lgbt. Dopo la tessera di Arcigay e GayLib di Francesca Pascale (che nel frattempo pare abbia lasciato Silvio Berlusconi), sulla questione interviene oggi Flavio Tosi, sindaco di Verona ed esponente di punta della Lega Nord. E interviene per mettere un freno, pare, ai diktat del suo segretario federale, Matteo Salvini, che da giorni ripete come un mantra che la Lega mai si alleerà con “chi apre ai gay, difende l’euro e non si batte contro l’immigrazione clandestina”.
“Quella delle coppie di fatto è una questione che non va posta in termini ideologici – ha dichiarato Tosi in un’intervista alla Stampa -. Parliamo di decine di migliaia di coppie”. Tosi parla di riconoscimento, senza mezzi termini.

“La questione è un’altra – dice ancora al quotidiano torinese -. Le coppie di fatto ormai sono una realtà anche numericamente importante. E non è una questione di sessualità. Anzi. A ben vedere, le coppie gay sono poche. Qui si parla di convivenze tra uomini e donne, soprattutto. La società sta cambiando e non si può fingere che non sia così. Quindi – conclude – vanno riconosciute”.
Ma dopo le aperture arrivano, inevitabili, i paletti. Tosi, infatti, corre a fare chiarezza su cosa intende. “Sia ben chiaro, riconoscere le coppie di fatto non vuole assolutamente dire sì ai matrimoni omosessuali o alle adozioni da parte dei gay. No. Su quello non sono d’accordo – precisa immediatamente -. Qui si sta parlando di convivenze. Che siano anche tra persone dello stesso sesso non importa. Ma non c’è dubbio che vadano garantite su questioni fondamentali, come la sanità, l’assistenza e dal punto di vista patrimoniale”.

E specifica anche “che non è una parificazione a quella sancita da un matrimonio, alla famiglia tradizionale. E’ un aspetto che comunque va affrontato”. Del resto, già nel 2009 il primo cittadino aveva risposto picche a una coppia che chiedeva, sull’onda del rito simbolico celebrato dall’allora sindaco di Torino Chiamparino, la stessa cosa: “Sposarvi? Neanche se ci fosse la legge”.
Nonostante la chiusura netta a matrimoni e adozioni, quella di Tosi è una posizione che certamente farà discutere nel suo partito a cui certo non mancano militanti con posizioni decisamente contrarie a quelle espresse dal sindaco di Verona. A partire dal segretario Matteo Salvini. E al netto del merito delle dichiarazioni di Tosi, rimane la possibilità che si tratti semplicemente di un contraltare necessario a Salvini per non bruciare anzitempo possibili alleanze con Forza Italia

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