Tra gli All Blacks a caccia di gay

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Secondo un presentatore televisivo neozelandese, nella nota nazionale di rugby ci sarebbe più di un giocatore gay. Le associazioni lanciano l'appello e chiedono un coming out contro l'omofobia.

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"Posso assicurare che tra gli All Blacks ci sono diversi gay, perchè sono stato a letto con uno di loro". Con questa dichiarazione shock, il presentatore televisivo Steve Gray, dichiaratamente gay, ha scatenato il putiferio in Nuova Zelanda e non solo.

La ragione è ovvia: i neozelandesi, quando pensano all’immagine della virilità, pensano agli All Blacks, la più che nota nazionale di rugby che terrorizza gli avversari all’inizio di ogni partita con la mitica Haka, danza di guerra maori.

E il problema è che il pregiudizio, estremamente radicato negli ambienti sportivi, vuole l’idea di gay come opposta a quella di virilità, quasi la sua negazione. L’idea, quindi, che ci siano tra gli All Blacks dei gay ha creato scompiglio tra fan e non. “Siete così bravi a vincere le partite di rugby, ora dateci una mano a sconfiggere l’omofobia. Se tra di voi c’è un gay, lo dichiari” scrive in una lettera aperta ai campioni del mondo di rugby una delle associazioni lgbt neozelandesi.

Secondo quanto ha dichiarato il residente di Rainbow Wellington, Tony Simpson, il coming out di un giocatore di rugby, lo sport nazionale della Nuova Zelanda, aiuterebbe a sconfiggere l’omofobia nello sport e porterebbe molti neozelandesi a pensare che l’omosessualità è una condizione normale dell’essere umano.

Un coming out negli All Blacks, comunque, non sarebbe il primo nella storia del rugby. E’ ormai nota a tutti, infatti, la storia di Gareth Thomas, diventato un simbolo per i gay nello sport e sulla cui storia è in fase di realizzazione anche un film.

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