TRADIMENTO ALLA FRANCESE

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Parigi, la destra tradisce i gay. Li caccia dal Consiglio per la Famiglia e li sostituisce con un'organizzazione cattolica ultraconservatrice.

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PARIGI – La destra francese ha tradito i gay. Li ha cacciati in malomodo dal circolo delle famiglie e li ha sostituiti con dei veraci rappresentanti dell’integralismo cattolico.

Al tavolo del "Consiglio Superiore dell’Informazione Sessuale della Regolazione delle Nascite e dell’Educazione Famigliare" sedevano dal giugno 2001, quando capo del governo era ancora il socialista Lionel Jospin, anche l’APGL, associazione dei genitori e futuri genitori gay e lesbiche, e la Cadac, associazione femminista e di difesa del diritto all’aborto. Ora, nemmeno due mesi dopo l’insediamento, a metà giugno, del Governo centro-gollista di Jean-Pierre Raffarin entrambe, nonostante il loro mandato fosse di tre anni, sono state espulse. E in che modo: solo una scarna riga pubblicata sul giornale ufficiale della Repubblica.

Al posto dei gay entra "Famiglie di Francia" organizzazione ultraconservatrice, anti-Pacs, anti-pornografia, anti-pillola del giorno dopo, teleguidata a distanza dalla famosa on. Christine Boutin che durante il dibattito sulle unioni civili si è presentata nel laico parlamento francese con una Bibbia in mano. Al posto delle femministe arriva la Confederazione delle associazioni famigliari cattoliche, vicina all’episcopato francese.

"Si tratta solo di una modifica tecnica" si scherniscono al Ministero della parità e dell’uguaglianza professionale che (chissà perché) si occupa anche dell’educazione famigliare. "Il ministro ha cercato di soddifare tutti" dicono includendo nel "tutti" solo quei parlamentari conservatori che avevano chiesto l’espulsione delle due associazioni.

All’APGL sconsolati si risponde: "Questa è la vera faccia del governo francese. Jospin aveva iniziato un dialogo con la comunità gay e lesbica tramite il nostro movimento in seno a quell’istanza governativa. Ora invece le cose si complicano. Questo governo di destra ai gay propone una sola cosa: l’esclusione. Scelga chi può".

La sinistra francese è ancora allo sbando dopo lo schock elettorale ma ha comunque reagito. Il padrino del Pacs e deputato socialista Patrick Bloche, ha protestato vivamente definendo "una vera e propria aggressione, l’esclusione delle due associazioni" e attaccando direttamente la ministra alla Parità e all’uguaglianza professionale Nicole Ameline "incapace di considerare l’evoluzione della società nel suo operato" visto che ha sostituito gay e femministe con "due associazioni conosciute per le loro posizioni conservatrici sui temi dell’omosessualità, del Pacs, dell’aborto o della contraccezione".

Oggi finisce l’illusione di chi pensava che la destra francese si fosse modernizzata rispetto al 1980 quando si era opposta con una feroce campagna alla cancellazione del delitto di omosessualità e al 1998 quando aveva sfoderato lance infuocate contro le unioni civili. Chi nella campagna elettorale presidenziale, ha sognato che le cose fossero cambiate, ora si sveglia di soprassalto. L’attitudine della destra verso i gay è sempre la stessa. Non l’ha fatta cambiare nemmeno quell’intervista concessa dal Presidente della Repubblica passato e presente Jacques Chirac, all’unico mensile gay francese "Tetù". In quell’occasione Chirac aveva fatto poche promesse e ben confuse. Ora il suo Governo getta un colpo di spugna anche sulla sua buona volontà e la sua buonafede.

di Giacomo Leso

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