Trans cacciati dalla Chiesa

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"La Madonna non vi vuole"; con queste parole l'abate di Montevergine, dove si svolgevano le celebrazioni per la Candelora, ha chiesto ai femminielli di lasciare la chiesa.

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L’abate di Montevergine, don Tarcisio Nazzaro, si scaglia contro il popolo variopinto ed esibizionista radunato davanti al santuario dove si celebra la Candelora, ancestrale rito della fecondità, da sempre particolarmente seguita dai travestiti napoletani, che per l’occasione affollano la basilica. Interrompendo una pluriennale tradizione di tolleranza e apertura, don Tarcisio dall’altare richiama duramente i "femminielli", colpevoli di fare troppo chiasso, e di disturbare col rumore la celebrazione.

«Le vostre – ha detto monsignor Nazzaro interrompendo la messa che stava celebrando – non sono preghiere ma soltanto chiasso che la Madonna non gradisce e non può accogliere. Siete come i mercanti che affollavano il tempio fino a quando Gesù non li scacciò»

In precedenza, durante la processione, un frate virginiano con un megafono ha gridato più volte «vergogna», all’indirizzo dei femmenielli che danzavano e cantavano.

Da parte di questi ultimi non ci sono state reazioni alla presa di posizione dell’abate, anche se alcuni dei sacerdoti più giovani presenti a Montevergine hanno commentato con qualche perplessità la presa di posizione del vescovo che avrebbe "interrotto" la secolare tradizione del santuario "improntata alla tolleranza e all’accoglienza proprio nel giorno della festa che dovrebbe celebrare l’incontro tra Dio e gli uomini e la disponibilità del Signore nei confronti di ogni essere umano".

Ai suoi più stretti collaboratori, dopo, l’abate avrebbe precisato di non voler offendere la dignità di questi "particolari" devoti della Vergine, ma di essere intervenuto per censurare il modo – a suo giudizio troppo chiassoso ed esibizionistico – con cui si stavano comportando, dentro e fuori della basilica.

Padre Tarcisio Nazzaro è noto alle cronache anche per il braccio di ferro ingaggiato con don Vitaliano Della Sala, il parrocco "zapatista" di Sant’Angelo a Scala (Avellino) che dipende dalla diocesi di Montevergine. Sul sacerdote pende la minaccia della sospensione a divinis dopo essere stato ammonito ufficialmente per due volte a causa delle sue prese di posizione a favore del movimento no-global. L’abate ha ordinato a don Vitaliano di non rilasciare interviste e di non allontanarsi dal territorio della diocesi senza il suo permesso.

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