Trans uccisa: silenzio stampa su reo confesso

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Avrebbe un volto e un nome l'assassino di Erika, la transessuale di origine colombiana trovata morta alcuni giorni fa nel suo appartamento in Trastevere.

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ROMA – Avrebbe un volto e un nome l’assassino di Erika, la transessuale di origine colombiana trovata morta alcuni giorni fa nel suo appartamento in Trastevere. Il Procuratore di Roma, però, avrebbe chiesto sulla questione il silenzio stampa, sollevando le polemiche dei cronisti.
“Non e’ la prima volta che il Procuratore di Roma, Salvatore Vecchione, regola a proprio arbitrio il rubinetto dell’ informazione”. E’ il commento del Sindacato Cronisti Romani dell’ Unione Nazionale, che ha chiesto l’ intervento del CSM sulla scelta di Vecchione di “imporre il silenzio-stampa sul nome di un reo confesso, responsabile di un efferato assassinio che ha turbato l’ opinione pubblica”, riferendosi alla vicenda della transessuale uccisa in via del Moro.
Secondo l’ Uni/Scr, Vecchione, “sul punto di lasciare la Procura romana”, non ha “alcuna considerazione per il diritto-dovere di cronaca e per le elementari norme della correttezza e della completezza dell’ informazione”.
L’ organizzazione dei cronisti considera il caso dell’ omicida “la punta di un iceberg del comportamento di certa magistratura che o circuisce i mass-media per motivi di immagine e di prestigio o persegue il lavoro dei cronisti con il pretesto della violazione del segreto istruttorio e con altre forme di intimidazione invece di prendersela con le gole profonde che si annidano in mezzo ad essa”.

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