Transessuali chiedono legge su cambio anagrafico

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Mirella Izzo e Marcella Di Folco chiedono una legge che preveda la possibilità di cambiare il “sesso anagrafico” senza l’obbligo di sottoporsi ad intervento chirurgico-cosmetico sui genitali.

BOLOGNA – Mirella Izzo di Crisalide AzioneTrans – onlus e Marcella Di Folco del MIT – Movimento Identità Transessuale chiedono nuovamente una legge che preveda la possibilità di cambiare il “sesso anagrafico” senza l’obbligo di sottoporsi ad intervento chirurgico-cosmetico sui genitali.
«Queste leggi discendono da una serie di indicazioni che provengono da autorevoli enti europei e mondiali – sottlienano le attiviste – E’ noto che non è l’intervento ai genitali a rendere di per sé una persona donna o uomo. Ciò che può determinare davvero il cambio di una identità da maschile a femminile o viceversa sono le terapie ormonali che portano il corpo di una persona transessuale ad assumere un equilibrio endocrinologico equivalente al sesso di elezione».
«Infine non può non essere tenuta in conto l’identità di genere sociale che una persona adotta nella propria vita, per determinarne il “sesso anagrafico”».
Secondo la Izzo e la Di Folco, «leggi come quella italiana che impediscono il cambio anagrafico alle persone non operate si scontrano in modo piuttosto rozzo contro le norme per la privacy, in quanto costringono le persone trans non operate a far conoscere la propria condizione a chiunque debbano mostrare i propri documenti».
Per queste ragioni le transessuali chiedono all’Unione e al Polo delle Libertà una presa di posizione chiara ed inequivocabile a riguardo e ad inserire nel proprio programma anche l’aggiornamento della attuale normativa sul “cambio di sesso” (legge 164).

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