TRENTAMILA PER LA NORMALITA’

di

Un Pride riuscitissimo, affollato e soprattutto, “politically correct”: cordoni per proteggere i luoghi di culto, pochi eccessi e tante coppiette. Segno dei tempi?

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Clicca qui per la speciale galleria sul Padova Pride 2002

PADOVA – Niente più tette finte al vento e chiappe in bella mostra, la manifestazione nazionale dell’orgoglio gay e lesbico si è svolta all’insegna del politically correct: il PadovaPride 2002 è stato un grande successo, con un’affluenza superiore alle più rosee aspettative. La dirigenza Arcigay parla di trentamila persone che avrebbero sfilato nella città del Santo oggi, in ordine, con allegria, dimostrando il loro orgoglio con il divertimento e il sorriso. Nessun incidente a rovinare la manifestazione, che si è distinta per la sua voglia di normalità: numerosi i giovanissimi, molte le coppie teneramente abbracciate, tanti ragazzi e ragazze in abbigliamento normale, e poche mise appariscenti, per una sfilata sobriamente rivendicativa, circondata da uno schieramento di poliziotti e carabinieri che a dire il vero, non sono stati chiamati a fare alcunché.

Le tante persone hanno cominciato a concentrarsi già verso le 14, ma il corteo ha cominciato a muoversi solo alle 16, aperto dalle rombanti motociclette del coMoG, il Coordinamento Motociclisti Gay. Tante le personalità politiche presenti: oltre naturalmente all’immancabile Franco Grillini, c’era anche il deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola, e una nutrita rappresentanza dei Radicali Italiani, guidata da Daniele Capezzone, che grazie a uno sciopero della fame di nove giorni, ha raccolto intorno alla proposta di legge sulle unioni omosessuali, il consenso di 196 parlamentari, riuscendo così a depositarla: «Ora la proposta attende la discussione» ha affermato il leader Radicale.

Subito dopo le coloratissime due ruote, la sfilata era guidata dal carro dell’organizzazione animato da una scatenatissima Imma Battaglia. L’organizzatrice del World Pride del 2000, la manifestazione che così radicalmente ha mutato l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti dell’omosessualità, ha sostenuto anche questo Gay Pride in prima fila: «I Pride portano una crescita nella consapevolezza e nella visibilità delle persone, ovunque si svolgano e chiunque li organizzi – ha detto Imma a Gay.it – Se la manifestazione di Roma ha portato un cambiamento paragonabile a quello causato da venti anni di movimento gay in Italia, questa servirà a renderci ancora più visibili». E la politica? «Io rivendico i miei diritti verso chiunque governi, sia di destra o di sinistra. Io sono orgogliosamente di sinistra, ma se devo avere come interlocutore un governo di destra, pretendo rispetto anche da loro».

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...