Trento. Sangue, processo in autunno

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Depositata la seconda richiesta di rinvio a giudizio.

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Ripartirà in autunno il processo sul sangue infetto che vede 27 imputati con l’accusa di epidemia dolosa e colposa. La procura infatti ha presentato nei giorni scorsi la nuova richiesta di rinvio a giudizio ed ha trasmesso al tribunale la documentazione necessaria per fissare l’udienza preliminare.

Le accuse sono identiche a quelle già formulate l’anno scorso, ma la seconda richiesta di rinvio a giudizio è necessaria dopo l’annullamento del gup Giorgio Flaim che nel dicembre del 2000 accolse le eccezioni procedurali presentate dagli avvocati difensori.

L’inchiesta – condotta dai pm Francantonio Granero e Bruno Giardina – si riferisce all’epidemia provocata con la circolazione di plasma ed emoderivati infetti. Le indagini partirono nel 1994 con un primo sequestro effettuato dalla guardia di finanza nelle celle frigorifere dei magazzini generali di Padova (in mezzo ai carciofi, cicoria, alimentari vari), dove vennero ritrovate sacche di plasma non controllato.

Tra gli imputati figurano i vertici del gruppo Marcucci (Guelfo e Paolo), l’ex dirigente della Sanità Duilio Poggiolini e i responsabili di vari centri trasfusionali.

L’elenco delle parti offese – persone contagiate dal virus dell’aids o dell’epatite, oppure i loro parenti stretti in caso di morte – è molto lungo: oltre un migliaio, ma secondo la procura di Trento il numero è di molto superiore.

Ora si ripropone il problema di notificare l’esistenza del procedimento penale alle vittime in modo da dare a tutti la possibilità di costituirsi parte civile: l’anno scorso il tribunale aveva scelto la pubblicazione della lista di nomi su un sito internet, ma la decisione aveva suscitato notevoli polemiche dal punto di vista della privacy (nell’elenco figurano pazienti ammalati di aids e tuttora in terapia).

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