Trento: un altro prete accusato di pedofilia

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I fatti sono emersi durante indagini già in corso a carico di un professore, poi scagionato. Pare che il parroco fosse solito adescare le sue vittime in chat,...

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Nell’ambito di un’inchiesta, già aperta, su presunti abusi ai danni di minorenni accaduti in un paesino in provincia di Trento, è emerso anche il nome di un prete, fino ad ora stimato da tutta la comunità cattolica locale e punto di riferimento per le famiglie. A tirarlo in ballo, ci sarebbero alcuni messaggi e le parole di un professore, adesso scagionato completamente, che nel corso di un interrogatorio cui è stato sottoposto nel febbraio dello scorso anno ha rivelato che il prelato gravitava intorno all’ambiente della pedofilia. Il prete è accusato di avere adescato dei ragazzini in chat e, in alcuni casi, di averli anche incontrati dal vivo. Tra gli adescati, anche una fonte confidenziale della procura che in chat si è finto un ragazzino di 14 anni.

A questo si sono aggiunte in seguito le testimonianze delle piccole vittime una delle quali avrebbe esplicitamente detto che era abitudine del prete "cercare ragazzi per incontri omo". Il tutto però, resta ancora avvolto dall’incertezza considerato che la procura ha chiesto di archiviare la pratica a carico del sacerdote che, naturalmente, ha negato tutto ammettendo solo, tramite il suo avvocato "qualche messaggio innocente". Questi messaggi sarebbero intercorsi tra il professore, poi scagionato, e il prete stesso  e sarebebro stati rivelati dal docente ed erano di questo tono: "Due ragazzi nuovi. Bellissimi. Ti posso affittare una stanza?" avrebbe detto il professore, "Di dove sono e che età hanno?" avrebbe risposto il parroco, "Verona e Trento, 18". Decadrebbe, quindi, l’accusa di abuso sui minori, anche se gli inquirenti sospettano che ci siano stati.

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