Treviso: il sindaco vuole registro delle Unioni, ma il vescovo frena

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Appena eletto, il nuovo sindaco di centrosinistra, Giovanni Manildo, dice sì al Registro delle Unioni Civili. Ma la Diocesi attacca: "Tema discutibile, difendiamo la famiglia".

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Il nuovo sindaco di Treviso Giovanni Manildo

Il nuovo sindaco di Treviso Giovanni Manildo

“Un segno di civiltà giuridica”. Così in un’intervista di qualche giorno fa il neosindaco di Treviso aveva definito l’istituzione del Registro delle Unioni di Fatto, prorio nella città guidata per così tanti anni da quel Gentilini che, invece, inneggiava alla “pulizia etnica dei culattoni”. E per chiarire ogni dubbio, Giovanni Manildo aveva fatto anche esplicito riferimento alle coppie omosessuali. Oggi, però, arriva l’alt della chiesa che per bocca del vescovo mons. Gianfranco Agostino cerca di frenare la corsa in avanti del primo cittadino trevigiano. “Siamo sorpresi – si legge in un comunicato della Diocesi – che la prima esternazione del nuovo sindaco di Treviso e di altri esponenti della nuova maggioranza, abbia avuto come oggetto un tema tanto discutibile, e comunque delicato per la coscienza di tante persone, in particolare credenti”. “Abbiamo difeso e difenderemo sempre – continua la nota -, pacatamente ma con decisione, i valori in cui crediamo, relativi alla persona e alla società, in particolare quello della famiglia fondata sul rapporto tra un uomo e una donna, che consideriamo vero cardine della società e dell’educazione”.

Il vescovo mons. Gianfranco Agostino

Il vescovo mons. Gianfranco Agostino

E qualche effetto la dichiarazione della chiesa locale lo ha avuto sulle posizioni del sindaco che oggi torna sull’argomento per precisare che il Registro è “un progetto che di sicuro è nel nostro programma, ma che non rientra nelle emergenze da gestire al più presto da parte dell’amministrazione comunale. Tanto che per ora nessun atto concreto è stato fatto”.

“Un eventuale registro delle coppie di fatto, com’è noto, servirebbe solo a tutelare dei diritti, ma non ne conferisce di nuovi – si affretta a sottolineare Manildo -. E questo è quanto può fare sul tema l’amministrazione comunale. Esistono poi delle città dove il registro esiste e funziona bene: Vicenza ne è la dimostrazione tangibile”.

Contro la possibilità di istituire un Registro aperto alle coppie omosessuali, poi, si scaglia anche parte dell’opposizione in consiglio comunale. Marina Buffoni, ad esempio, esponente di Fratelli d’Italia, ha tenuto subito a precisare che il suo partito esprime “una ferma opposizione all’istituzione di un registro per coppie omosessuali, per la semplice ragione che le unioni fra persone dello stesso sesso, che Manildo agita come vessillo ideologico, non è effettivamente né un’urgenza né una opzione in campo” mentre invece, sostiene, il vero tema sarebbe quello delle unioni civili, evidentemente riservate ai soli eterosessuali. Per Buffoni, riconoscere le unioni gay equivarrebbe a “pretendere che i desideri privati si trasformino in diritti pubblici”.

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