TRIANGOLO DI MORTE

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Ucciso vicino Milano un pensioanto di 64 anni. Arrestati un ex-amante e il marocchino con il quale la vittima aveva rapporti sessuali a pagamento.

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MILANO – E’ stato ucciso con una coltellata alla gola, la scorsa notte, Angelo Ferrario, pensionato 64enne e invalido civile che risiedeva in via Donatori del Sangue a Cerchiate di Pero (Milano), e che, secondo gli investigatori, era conosciuto dai suoi concittadini come omosessuale. Gia’ in manette i due presunti colpevoli, Antonio Mamone, pensionato di 40 anni residente a Pero ma originario di Vibo Valentia, e un marocchino di 28 anni, Badaoui Hicham, in Italia senza fissa dimora e privo del permesso di soggiorno.

Antonio Mamone conosceva la vittima da lungo tempo e nell’ultimo periodo tra i due non correva buon sangue. Badaoui Hicham invece, che aveva conosciuto Ferrario in un bar, aveva ricevuto ospitalita’ fino a quattro giorni fa e secondo gli investigatori tra i due c’erano stati rapporti che, pare, la vittima pagava, come era solito fare anche con altri extracomunitari che spesso ospitava nella propria abitazione. Sembrerebbe pero’ che quattro giorni fa i rapporti con la vittima si fossero incrinati e il marocchino si fosse trasferito a casa di Mamone, continuando comunque a frequentare, specialmente la notte, la casa di Ferrario.

Si conferma così, purtroppo, la rischiosità dei rapporti a pagamento con extracomunitari: anche Andrea Pini, autore di "Omocidi", una ricerca sugli omicidi anti gay in Italia (clicca qui per l’intervista), ha individuato i rapporti a pagamento con prostituti di strada e extracomunitari uno dei comportamenti da evitare se non si vuole rischiare di subire gravi violenze. Pini consiglia in ogni caso, di informare un amico del proprio incontro, telefonargli di fronte al rimorchiato e dargli elementi di riconoscimento. E’ consigliabile, anche, portarlo in un albergo e non a casa, e non fare richieste sessuali che non siano state prima pattuite con chiarezza.

Agghiacciante il racconto della vicenda accaduta la scorsa notte a Ferrario: la vittima ha bussato ieri intorno alle 20.30 alla vicina di casa con una profonda ferita alla gola, chiedendo aiuto a gesti. Inutile il trasporto all’ospedale di Rho e il delicato intervento chirurgico cui e’ stato immediatamente sottoposto: Ferrario e’ deceduto alle 2.30.

I carabinieri di Pero, giunti a casa di Ferrario insieme al personale della compagnia di Rho e del nucleo operativo del reparto territoriale di Monza, hanno immediatamente escluso dalla mancanza di segni di scasso e di lotta l’ipotesi che nella casa si fossero introdotti dei ladri, ritenendo invece che l’omicidio fosse stato compiuto da qualcuno che conosceva bene la vittima. Scavando nella vita del Ferrario e sentendo un giro di persone con tendenze omosessuali che lo conoscevano, i carabinieri hanno individuato l’italiano e il marocchino che nell’ultimo periodo lo avevano frequentato assiduamente. Poco dopo le 21 hanno rintracciato i due sospettati mentre passeggiavano a circa un chilometro dall’abitazione del deceduto e hanno notato che sulla scarpa scamosciata indossata dal marocchino c’erano tracce di sangue. Ne e’ seguita una perquisizione a casa di Mamone, lontana solo 100 metri da quella di Ferrario e raggiungibile a piedi ed in modo discreto da un buco nella siepe fra i due condomini che spesso gli ‘ospiti’ della vittima utilizzavano per i loro andirivieni. All’interno del caminetto e pronti per essere bruciati i carabinieri hanno trovato una camicia e un paio di pantaloni sporchi di sangue che ciascuno dei due, fra accuse reciproche, ha dichiarato essere dell’altro.

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Il sostituto procuratore del tribunale di Milano, Galileo Proietto, dopo averli interrogati ha emesso per entrambi un fermo per "omicidio volontario in concorso", disponendone il trasferimento al carcere di San Vittore. I due si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere. Angelo Ferrario era stato sposato ed era separato dalla moglie da oltre 30 anni, ma dai cittadini di Pero era conosciuto come persona omosessuale. L’arma -un coltello di 25-30 centimetri lasciato nella casa della vittima- e i vestiti trovati nel caminetto saranno ora inviati al Ris di Parma per ulteriori accertamenti.

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