Trieste: genitori contro i condom nelle scuole

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Una iniziativa della regione incontra l'opposizione di quattrocento genitori cattolici: «Vogliono far apparire buono ciò che non lo è proprio».

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Le iniziative concrete volte ad arginare l’epidemia di Aids e a educare i giovani al sesso sicuro, in Italia, sono davvero poche: e quelle poche vengono anche scoraggiate. E’ successo a Trieste, dove una iniziativa regionale per la distribuzione di profilattici nelle scuole ha incontrato l’astiosa opposaizione di un gruppo di "Genitori e sostenitori della famiglia e della formazione umana della persona".

I quattrocento genitori cattolici hanno inviato una lettera di protesta al presidente del consiglio regionale, alla giunta, al consiglio ma anche al prefetto, al Questore, alle autorità scolastiche e ai vescovi Pietro Brollo e Alfredo Battisti, nella quale lamentano di vedersi "imporre ad ogni costo, nell’interesse non si capisce bene di chi, la ragione del più forte e far apparire vero, buono e necessario anche ciò che non lo è proprio".

Nella lettera si leggono anche discutibili interpretazioni dell’efficacia del preservativo nella lotta all’Aids: «Forse scomparirà l’Aids ma con il solo uso dei contraccettivi è improbabile, visti i risultati di recenti importanti ricerche scientifiche».

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