Il Comune di Trieste ha deciso: addio alla rete anti-omofobia

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L'assessora leghista Tonel si giustifica così: "Promuovere l'uguaglianza di tutti, non di una categoria specifica".

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La giunta comunale di Trieste ha approvato una delibera con cui sancisce l’uscita dalla Rete Re.A.Dy contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Re.A.Dy è una rete nata ai tempi del Torino Pride 2006: in quell’occasione, infatti, diversi rappresentanti di enti pubblici locali si riunirono per discutere di omofobia. La carta d’intenti che ne uscì è oggi alla base della sopracitata rete, a cui aderiscono 118 partner pubblici (tra cui nove Regioni).

L’ingresso del Comune nella rete risale allo scorso mandato, quando Trieste era guidata dal sindaco Roberto Cosolini. Ma adesso le cose sono cambiate e cambieranno: “Oggettivamente l’amministrazione deve prodigarsi per l’uguaglianza di tutti e non per una categoria in particolare. Noi siamo contrari a qualsiasi tipo di discriminazione, mentre questa era una cosa specifica” è la giustificazione dell’assessora della Lega Nord Serena Tonel, promotrice della delibera in questione.

L’adesione alla rete anti-discriminazioni, tra l’altro, non aveva alcun costo a carico dell’amministrazione: “Ma noi la consideravamo di fatto un’esperienza conclusa, con la delibera ci siamo limitati a renderlo ufficiale, ci sembrava corretto farlo. L’adesione stessa, poi, non era coerente con le linee di governo approvate un anno fa alle elezioni” aggiunge.

La nuova giunta di Trieste, capitanata dal sindaco Roberto Dipiazza, continua nella sua (silente) lotta contro la comunità LGBT: uno dei primi atti fu il divieto all’utilizzo della sala matrimoni per le unioni civili (confinate a Palazzo Gopcevich, la giunta tornò sui suoi passi dopo una pronuncia del Tar), l’ultimo il rifiuto del sindaco di concedere il patrocinio al Pride regionale, poi spostato a Udine: “Non concederò mai il patrocinio a questa sfilata. Non credo in questi carrozzoni e il patrocinio è una cosa seria, è il simbolo della città” aveva commentato.

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