Trump vuole “testare” gli immigrati sui diritti LGBT: ecco perché è profondamente incoerente

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Se a pensare di mettere al rogo un gay è un musulmano questo è motivo di espulsione, mentre se lo pensa un cristiano va tutto bene.

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Tra le tante sparate di Donald Trump per conquistare i titoli dei giornali, l’ultima è quella di un divieto di entrata negli States per i musulmani che supportano la pena di morte per i gay: la proposta del candidato repubblicano, avanzata nel recente comizio in Ohio, è quella di introdurre per chiunque voglia entrare negli Stati Uniti un ‘test ideologico’, in modo da accertarne le posizioni su questioni fondamentali come la libertà religiosa, il rispetto dei principi della Costituzione americana, l’uguaglianza di genere e i diritti dei gay. “Lo chiamo controllo accurato“, afferma Trump, facendo di nuovo leva sul terrore generato dal massacro di Orlando: “Non possiamo permettere che un eccidio simile accada ancora“.
Questa è solo l’ultima di una lunga serie di proposte per tenere fuori dai confini persone non gradite, dai messicani ai musulmani. Ma la proposta ha fatto arrabbiare la sua base elettorale, quell’America cristiana, conservatrice e intollerante che se potesse metterebbe lei i gay al rogo. Ci lascia effettivamente perplessi il fatto che se a pensare di mettere al rogo un gay sia un musulmano questo sia motivo di espulsione, mentre se lo pensa un cristiano va tutto bene, ma tant’è, questa è la logica del Trump.
Ma se si pensa che il suo obiettivo è cacciare i musulmani, tutto sembra avere senso. Persino la collaborazione con la Russia, più volte evocata da Trump nonostante sia uno dei paesi dove le condizioni di vita per le persone LGBT sono molto simili a quelle dei paesi islamici, con l’unica eccezione della mancanza di una pena di morte prevista per legge.
Le stesse associazioni LGBT americane rifiutano, ovviamente, l’idea surreale e macabra dei test ideologici: per non parlare del fatto che un terrorista saprebbe benissimo cosa rispondere a un test cartaceo, aggiungiamo noi. Le stesse concludono con un ironico: “Trump vuole vietare l’ingresso a persone che umiliano la nostra dignità come esseri umani e portano avanti una politica di discriminazioni. Se lo prendessimo sul serio, metà esponenti del suo partito sarebbero cacciati dagli Stati Uniti, a partire dal suo vicepresidente Pence, il cui record di discorsi e azioni discriminatori parla da solo“.
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