Tunisia, i poliziotti in borghese interrompono le manifestazioni LGBT

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L'omosessualità è ancora punita con la reclusione fino a tre anni.

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Ufficiali di polizia in abiti civili hanno interrotto una manifestazione pacifica organizzata da attivisti LGBT in Tunisia nella giornata di sabato.

Gli attivisti dell’Association of Free Thinkers e di Shams, benché invitati dal ministero dell’Interno a non scendere in piazza per ragioni di sicurezza, hanno sfilato per le vie della capitale chiedendo a gran voce la revoca delle leggi che attualmente criminalizzano l’omosessualità in Tunisia con la reclusione fino a tre anni. Decine di loro sono stati fermati e arrestati da agenti in borghese dopo aver mostrato cartelli e bandiere arcobaleno. In molti hanno già denunciato violenze.

Sin dal 2011, anno di svolta in Tunisia con i movimenti della già ribattezzata primavera araba, gli attivisti LGBT hanno cominciato a farsi sentire con maggior frequenza.

Pochi giorni fa la nazione ha ospitato il suo primo film festival – durato quattro giorni – a tema LGBT, mentre a dicembre la prima radio LGBT del mondo arabo era stata fondata tra le minacce.

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