Turchia: legge anti-discriminazione ma non per gay

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Dopo aver annunciato l'inclusione dell'orientamento sessuale tra i criteri di discriminazione penalmente passibili di pena, la Commissione Parlamentare di Giustizia turca ha ritrattato.

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ANKARA – Dopo aver annunciato a maggio scorso l’inclusione dell’orientamento sessuale tra i criteri di discriminazione penalmente passibili di pena, la Commissione Parlamentare di Giustizia turca ha ritrattato lo scorso 6 luglio. Ricorrendo a un espediente semantico, i parlamentari hanno valutato che la discriminazione fondata sul “genere” possa essere sufficiente per la modernizzazione del codice penale e della costituzione che si cerca di allineare agli standard europei.
Le principali organizzazioni gay e lesbiche di Ankara e Istanbul, sostenute dall’ILGA, hanno contestato questo atto presso il Ministro della Giustizia turco e presso il nuovo presidente dell’Unione Europea. Questo passo tuttavia provoca un grave senso di sconfitta tra i militanti turchi, che hano combattuto per anni affinché la Turchia diventasse il primo paese a maggioranza muslmana a proteggere i suoi cittadini da tutte le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, in particolare nei settori della ricerca o offerta d’affitto, di lavoro o di servizi.

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