Turchia: ritirato il nuovo codice penale pro-gay

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Il presidente della Commissione giustizia, Koksal Toptan, ha annunciato di aver ritirato dall'esame dell'assemblea il testo del nuovo codice penale turco, per un'ulteriore revisione prima del voto.

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ISTANBUL – Il presidente della Commissione giustizia, Koksal Toptan, ha annunciato di aver ritirato dall’esame dell’assemblea l’intero testo del nuovo codice penale turco, per un’ulteriore revisione prima del voto. La riforma è un passo chiave per Ankara affinché l’Unione europea possa esprimere un parere favorevole all’avvio dei negoziati per l’adesione della Turchia.
A bloccare l’approvazione della riforma è stato il tentativo di reintroduzione del reato di adulterio, abolito dal 1996. L’emendamento era stato introdotto su iniziativa del partito di governo – in particolare del premier Tayyp Erdogan che con questa mossa voleva accattivarsi le simpatie dell’ala più oltranzista del suo partito e spianare così la strada verso l’approvazione della riforma nel suo insieme – e poi ritirato in seguito alle proteste più che vivaci provenienti da Bruxelles, oltre che dal partito di opposizione socialdemocratica turco e dei movimenti femministi.
Erdogan ha poi ritirato l’emendamento ma le forze islamiche più conservatrici sono riuscite a bloccare l’intera riforma.
Fra gli altri articoli del nuovo codice ci sono quelli che prevedono pene più severe per i reati di stupro, pedofilia, torture e traffico di esseri umani, ma anche per l’omicidio dei bambini nati fuori dal matrimonio. Vengono inoltre riconosciuti come reati lo stupro anche nel quadro del matrimonio e le molestie sessuali, e vengono introdotte misure per contrastare la discriminazione nei confronti degli omosessuali.

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