TUTTI A MILANO PER IL PRIDE!

di

Alle 16 di sabato 4 giugno, parte il corteo dell'orgoglio glbt. Attese decine di migliaia di persone. A sera, party ufficiale al Le Village. Intervista alla portavoce Francesca...

528 0

MILANO – Ci siamo: domani alle 16 il corteo del Pride nazionale di Milano partirà da piazza della Repubblica per occupare il centro della città. Decine di migliaia di persone sono attese alla manifestazione. Alla fine, Pluriel Pride Concert all’Arena Civica e poi serata al Le Village. Una giornata imperdibile. Ce ne parla Francesca Polo, portavoce del coordinamento Arcobaleno che ha organizzato la manifestazione.
Un Pride incentrato sulla rivendicazione di una legge sul PaCS. Non temete che far convergere la discussione politica su un solo tema rischi di lasciare fuori altre esigenze sentite all’interno della comunità glbt?

La scelta è stata altamente ponderata. Come sappiamo le esigenze della comunità sono tante, ma avevamo il timore di dispedere troppo le energie portando avanti tematiche differenti. Abbiamo quindi scelto di dare la priorità alla richiesta che è nei fatti più realizzabile: quella del riconoscimento delle coppie di fatto e dell’istituzione anche in Italia dei PaCS, i Pattici Civili di Solidarietà.
Dopo la prima approvazione in Spagna della norma che apre alle coppie omosessuali l’istituto del matrimonio, c’è chi anche in Italia vorrebbe spingere per una scelta più coraggiosa. Non PaCS, insomma, ma completa parità…
La scelta dei PaCS è dettata dal fatto che l’Italia ha le sue peculiarità, sociali e culturali. La richiesta del matrimonio sarebbe stata una fuga in avanti. Per noi i PaCS non sono una scelta di ripiego ma un punto fermo nel riconoscimento dei nostri diritti. Il matrimonio? Per il momento non è all’ ordine del giorno, come si suol dire. Ma siamo pronti al confronto, qualora la società ce lo chiedesse.
All’interno del coordinamento Arcobaleno sono presenti associazioni diverse: gay, lesbiche, credenti, transessuali, gruppi come il GLO vicini a determinati partiti politici e gruppi come le Famiglie Arcobaleno che puntano più su problematiche sociali. Come si coordinano i vari contributi?
In Arcobaleno sono confluite le diverse anime del movimento milanese. Ognuna porta la sua esperienze e il suo vissuto: un contributo insostuibile.
Quale sostegno avete ottenuto dalle istituzioni? E quale da parte del resto del movimento glbt in Italia?

Dobbiamo sicuramente ringraziare la provincia di Milano, che come ogni anno, ci ha fatto avere il suo patrocinio. Quest’anno però sono andati oltre concedendoci in uso gratuito uno spazio all’Idroscalo, dove abbiamo creato “Le Village” lo spazio multifunzionale che fino al 18 giugno sarà il contenitore di quasi tutti gli eventi collegati al Pride, come concerti, incontri, dibattiti, serate teatrali e serate in discoteca. Inoltre sarà la location del unico party ufficiale, la sera del 4 giugno dopo il corteo. Il movimento ha dato il suo sostegno e ci aspettiamo che in tantissimi prendano parte al corteo. E anche quasi tutti locali, per la prima volta, hanno deciso di mettersi insieme per un’offerta più ricca. Avremo infatti ospiti il Join The Gap, il Binario 1, lo ZsaZsa, il Block di Padova, l’AfterLine, il Falke di Bologna, il Mamamia della Versilia e il Gay Village di Roma. Dalla regione invece il silenzio più completo. In Comune, a parte l’iniziativa dell’assessore Maiolo, c’è stata una levata di scudi contro la concessione del patrocinio, con i soliti triti e tristi argomenti.
Parliamo di Milano: è senz’altro una delle città più ricche di gaylife in Italia, dove però le istituzioni locali hanno dato poca attenzione alle istanze della comunità. Che contributo può portare una manifestazione nazionale?
Noi speriamo che una manifestazione nazionale a Milano, soprattutto se tutti si impegneranno a scendere in strada per chiedere il rispetto dei propri diritti, possa servire a dare quella scossa generale e quell’impulso che porti, finalmente, all’istituzione dei PaCS. Tutti, a parole, si dicono pronti, ma in realtà nessuno ha portato avanti le nostre battaglie. Milano può fare da cassa di risonanza, da amplificatore, affinché la nostra voce non sia messa a tacere.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...