Tutti contro il sindaco di Faenza. Pini: “Possiamo fare a meno di lui”

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Scoppia la polemica nel Pd sul voto favorevole del sindaco all'odg sulla famiglia naturale

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Il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi

Il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi

Una vera e propria bufera, quella che si sta abbattendo in queste ore sul sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi e sugli altri sei consiglieri del Pd il cui voto è stato determinante per l’approvazione dell’ordine del giorno che chiede alla Regione l’istituzione della Festa della Famiglia Naturale e il divieto di portare nelle scuole progetti per l’educazione alle differenze. Oltre alle associazioni lgbt , c’è molto imbarazzo all’interno dello stesso Pd.

Le prime reazioni arrivano direttamente da Faenza dove il resto del partito ha pubblicato un documento in cui si dissocia dal sindaco e dai consiglieri che hanno votato a favore della mozione.

Il PD di Faenza si dissocia da sindaco e consiglieri

Un documento firmato da mezzo gruppo Pd in Comune a Faenza, da metà giunta (compreso il vicesindaco Massimo Isola), da esponenti del Pd ravennate e anche da tanti semplici iscritti ed elettori. Ma a mettere la loro firma, tra gli altri, anche l’europarlamentare Pd Elly Schlein, il responsabile Organizzazione del Pd in Emilia-Romagna, Giorgio Sagrini, e il capogruppo dem a Modena, Paolo Trande. “Noi consiglieri, dirigenti, militanti e simpatizzanti del Pd non ci riconosciamo nella scelta di votare a favore” si legge nel documento che sconfessa tutto il contenuto dell’ordine del giorno.

Martelli “allibita”

“Sono veramente allibita – ha commentato Giovanna Martelli, deputata Pd e Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le pari opportunità – l’impegno del Governo è stato da sempre molto chiaro in merito: tutelare giuridicamente gli affetti delle coppie formate da persone dello stesso sesso, inclusa l’adozione del figlio biologico del partner. Questo odg non solo ha un sapore discriminatorio che non posso accettare ma fa anche compiere un passo indietro a tutta la politica rispetto al piano di realtà e alle soluzioni che la società ci chiede”. Il riferimento di Martelli è al DDL in discussione alla commissione Giustizia del Senato, sul quale, però, il governo non è affatto compatto, come hanno dimostrato le dichiarazioni in merito del ministro Alfano e di altri esponendi di Ncd che in commissione stessa hanno tentato di ostacolare l’iter della legge. “Sul piano educativo – prosegue Martelli – non è possibile trascurare la sfera dell’affettività, anche perché è proprio questo tipo di educazione che compie un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza di genere e nel riconoscimento e nel rispetto dell’altro”.

Il segretario di Ravenna minaccia la resa dei conti

A niente è servito il tentativo di marcia indietro del sindaco, che ha tentato di scusarsi spiegando che il suo voto a favore era relativo solo all’introduzione del “fattore familiare”. Contro quel voto, si è espresso anche il Pd di Ravenna il cui segretario Michele De Pascale parla di “voto che ci lacera e che, nei prossimi giorni, aprirà nel Pd di Faenza e provinciale un dibattito serio per chiarire le posizioni di tutti e uscire in maniera chiara e comprensibile”. “Personalmente conosco un’unica definizione di famiglia naturale – afferma De Pascale- una famiglia è ‘naturale’ quando è fondata sull’amore e sul rispetto. In un’epoca storica in cui la vera contrapposizione è fra solidarietà fra le persone e individualismo, è profondamente sbagliato mettere in contrapposizione le famiglie italiane sulla base della loro composizione”.

“Stiamo combattendo da anni una battaglia durissima per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione e il riconoscimento vero, pieno e indiscusso della parità di diritti e doveri per tutti i cittadini di questo Paese, a prescindere dal loro orientamento sessuale – continua De Pascale -. È una battaglia che vedrà nell’istituzione delle unioni civili proposte da Matteo Renzi una tappa fondamentale, di un percorso più lungo che tutta la nostra comunita’ deve fare per accettare e valorizzare le differenze”. “L’Ordine del giorno presentato da Forza Italia a Faenza – continua De Pascale – andava esattamente nella direzione opposta e le parziali modifiche effettuate e il riferimento al doveroso sostegno alle famiglie numerose non sono sufficienti a mitigarne la strumentalità”.

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I Giovani Democratici: “Scandaloso”

Ad alzare la voce sono anche i Giovani Democratici dell’Emilia Romagna. Vinicio Zanetti, il segretario, definisce “scandaloso” quanto avvenuto a Faenza. “Il voto di questi consiglieri non rappresenta il pensiero del Pd – dice Zanetti -ed è molto grave che anche il sindaco abbia votato favorevole”. Rincara la dose il responsabile comunicazione del Pd di Bologna. “Non mi soddisfano le parole di Malpezzi- scrive sui social network Davide di Noi – un primo cittadino non può ‘sottovalutare’ un documento presentato da Forza Italia, dove si fa chiaro riferimento a un solo genere di famiglia. Non possiamo permetterci di essere complici di un ignobile passo indietro”.

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