TUTTI UGUALI, TRANNE I GAY

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Il Comune di Marino, alle porte di Roma, equipara alle famiglie istituzionalizzate, le coppie di fatto "purché eterosessuali". E la maggioranza è di sinistra. Cosa accade?

MARINO (Roma) – Amministrazione di centrosinistra, intenzioni ottime, risultati catastrofici. Un refrain che comincia ad essere pericolosamente troppo frequente e che quindi conviene denunciare con fermezza. Perché un consiglio comunale di centrosinistra lascia passare una mozione che discrimina apertamente tra etero e omosessuali? E’ quanto è accaduto al Comune di Marino, centro di 36mila abitanti a venti chilometri da Roma, dove nella mattinata di ieri, è inspiegabilmente passata una mozione che riconosce parità di trattamento alle “famiglie cosiddette di fatto” rispetto a quelle “istituzionalizzate”, purché le prime siano composte da persone di sesso diverso.
A denunciare l’accaduto è stato Daniele Priori, vicepresidente dell’associazione GayLib, gay liberali e di centrodestra: «Si tratta di un provvedimento grave che dovrebbe lasciare imbarazzo e amaro in bocca nella coscienza civile dei cittadini di Marino e di quei politici eletti, se esistono in quell’aula, che hanno a cuore lo sviluppo della società nell’ottica dei diritti civili».
Ma vediamo la cronaca della seduta, secondo la ricostruzione che ne fa lo stesso Priori. Ieri mattina, 31 maggio, il Consiglio Comunale si appresta a discutere una delibera, promossa dal consigliere di centrodestra (ex An) Giuseppe Bartolozzi, genericamente intitolata “Impegno dell’Amministrazione comunale a trattare le famiglie istituzionalizzate alla pari delle famiglie cosiddette di fatto”. Il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Ludovico Limiti, preme affinché nella delibera sia specificato “a tutte le coppie di fatto, senza distinzione alcuna”: nella votazione si dicono favorevoli il sindaco di centrosinistra, Ugo Onorati, i Ds al completo, tre esponenti della Margherita e uno dello Sdi. Contrario tutto il centrodestra, tranne un astenuto di Forza Italia e il capogruppo di An, assente, due esponenti della Margherita, il capogruppo dello Sdi. L’emendamento libertario viene così bocciato per due voti.
A questo punto, il consigliere Bartolozzi, primo proponente della delibera, propone un altro emendamento nel quale specifica che la natura delle coppie beneficiarie dei trattamenti comunali dovrà essere eterosessuale. Nella votazione che segue, il sindaco si astiene, e con lui due diessini e due consiglieri della Margherita. Centrodestra compatto a favore dell’emendamento, contrario il resto della maggioranza di centrosinistra. L’emendamento passa.
Viene messa ai voti la mozione emendata. Trattamento alla pari solo per le coppie di fatto eterosessuali. Il sindaco vota a favore assieme a tutto il centrodestra, ai tre quarti della Margherita e al capogruppo Sdi. Si astengono tutti i Ds, assieme a due esponenti della Margherita e ad uno dello Sdi. Unico contrario ad una delibera palesemente discriminatoria è stato il comunista Ludovico Limiti.
«Credo che i consiglieri dei DS abbiano fatto un errore di valutazione – commenta amaro Limiti – Pensavano che l’astensione potesse bloccare l’emendamento. Certo che dispiace che la presenza di personaggi ancora legati a vecchie concezioni pesi. Purtroppo siamo una realtà di paese, anche se a pochi chilometri da Roma, e la mentalità è difficile da cambiare».
GayLib ha rivolto un appello ai responsabili nazionali del Cods, il Coordinamento Omosessuale dei DS, a richiamare ufficialmente gli eletti dei Ds nell’assise civica marinese: «E’ dispiaciuto – afferma Daniele Priori – aver visto tutti i consiglieri Ds avallare in silenzio, con una colpevole astensione, il provvedimento finale di natura evidentemente discriminatoria. Né più né meno rispetto all’ala conservatrice e bigotta di un centrodestra giustamente relegato tra le file dell’opposizione». Per il vicepresidente dei gay di centrodestra, «i consiglieri comunali della cittadina dei Castelli Romani, senza distinzione sostanziale fra destra e maggioranza di sinistra, hanno confermato, unica eccezione l’esponente di Rifondazione Comunista, Ludovico Limiti, la natura poco più che medievale, in materia sociale, del contesto castellano».
Al richiamo risponde Edoardo del Vecchio, rappresentante del Cods del Lazio: «i consiglieri DS del Comune di Marino hanno adottato questo comportamento per creare terreno favorevole ad un altro ben più importante provvedimento – anticipa l’esponente diessino – che prevede l’istituzione del registro delle unioni. Probabilmente sarà presentato nel giro di pochi giorni, forse addirittura in settimana».
Riguardo alla scelta di astenersi nella votazione sulla mozione discriminatoria, Del Vecchio non difende apertamente l’azione dei colleghi di partito ma li giustifica: «Conosco le difficoltà delle dinamiche d’aula – afferma – A volte non è facile trovarsi ad affrontare delle votazioni inattese e cercare di far sì che le cose possano essere portate avanti. Confido nel fatto che ora sia più facile far approvare il registro».

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