Uccise il fidanzato. Condannato a 30 anni pornoattore

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Si conclude con una condanna pesante il processo contro Giovanni Cuttitta, colpevole secondo il gudice di aver ucciso il compagno di vita e di film hard. "Aveva premeditato...

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Il Gup di Palermo Mario Conte ha inflitto 30 anni di carcere, col rito abbreviato, al regista di film porno gay Giovanni Cuttitta, 43 anni, nato in Belgio da genitori palermitani, per l’omicidio di Jaime Tagliavia (in foto), attore di 35 anni, ucciso con tre coltellate un anno fa. Il giudice non solo ha accolto in pieno le tesi dei pm Francesco Grassi e Dario Scaletta circa la premeditazione del delitto, ma anche riconosciuto una provvisionale di 400 mila euro a titolo di risarcimento ai genitori di Tagliavia, che si erano costituiti parte civile nel processo. Il presunto assassino e la vittima erano legati non solo sentimentalmente, ma anche professionalmente nella realizzazione di film hard.

Tagliavia, come ha sostenuto la Procura, avrebbe ad un certo punto cercato di allontanare Cuttitta che, come hanno riferito i famigliari, spesso lo picchiava e lo tempestava di telefonate, minacciandolo di morte se un giorno l’avesse lasciato. L’epilogo nell’appartamento del presunto assassino, alla Guadagna: accanto al cadavere di Tagliavia, giaceva Cuttitta con una corda al collo.

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe premeditato il delitto ed organizzato la messinscena di un gioco erotico finito tragicamente – per sostenere la tesi della legittima difesa. Cuttitta ha infatti confessato l’omicidio sostenendo però che mentre stava facendo l’amore con il fidanzato – geloso e possessivo, secondo la sua versione – questi gli avrebbe passato la corda al collo iniziando a stringere. Lui, capendo che non era un gioco, si sarebbe difeso dandogli un pugno e colpendolo col coltello che si trovava in un comodino.

Arma che, come ha raccontato, avrebbe dovuto servire per la scena di un film poi mai girato. Successivamente, l’imputato ha detto di aver agito in "un momento di follia".

Una perizia lo ha però dichiarato perfettamente in grado di intendere e di volere. Il suo racconto, inoltre, non ha trovato riscontro: secondo un medico legale, infatti, il presunto strangolamento sarebbe "frutto di un gesto autolesionistico da parte del Cuttitta".

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