UCCISO A PARMA, FERMATO L’OMICIDA

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Un uomo di 66 anni è stato ucciso la scorsa notte in uno stabile del quartiere Montanara, periferia sud di Parma, e l'omicida - un 40enne - sarebbe...

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PARMA – Un uomo di 66 anni è stato ucciso la scorsa notte in uno stabile del quartiere Montanara, periferia sud di Parma, e l’omicida – un 40enne – sarebbe già stato assicurato alla giustizia, in stato di fermo in attesa della convalida del gip.
Pare che la vittima sia stata colpita violentemente al capo con un oggetto: un raptus o una violenta discussione fra i due sarebbero secondo i primi accertamenti all’origine dell’omicidio.
La vittima è Renato Tincati, 66 anni, artigiano in pensione. Secondo le testimonianze dei vicini era solito assistere persone bisognose, ma è più di un’ipotesi che questi incontri avessero sfondo omosessuale.
Tincati, sposato, un figlio, abitava da solo nell’appartamento in cui è stato ucciso da quando si era separato. L’omicida è Salvatore Lombardo, 41 anni, nato in Germania, manovale senza fissa dimora con diversi precedenti, un ultimo domicilio conosciuto in Sicilia. Si arrangiava facendo piccoli lavori.
I due quasi certamente si sono incontrati in stazione, poi sono andati a casa del pensionato e il litigio sarebbe nato perchè Lombardo pretendeva di passare lì la notte. Lo scontro è diventato violento, Lombardo avrebbe colpito ripetutamente Tincani con un oggetto contundente al capo e poi sarebbe scappato con le chiavi dell’auto della vittima. L’allarme è stato dato dai vicini, allarmati dalle grida, al 112, e i carabinieri sono arrivati verso le 23, trovando Tincani a terra in una pozza di sangue e con segni di strangolamento. Probabilmente non era ancora morto ma ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile.
Poi i carabinieri, la cui operazione è stata condotta dal tenente Antonio Savino, sono riusciti a risalire a Lombardo anche perchè è arrivata una telefonata che lo ha segnalato in viale Piacenza, nei pressi della stazione, probabilmente da parte di una persona che sapeva dei rapporti tra i due. L’omicida è stato trovato con i vestiti e le scarpe ancora sporche di sangue, e la sua versione dell’accaduto (“l’ho spinto a terra, l’ho spinto e basta, e ha battuto il capo”), non è stata considerata attendibile. E’ stato portato al carcere e il magistrato ha confermato il fermo trasformandolo in arresto con l’accusa di omicidio volontario.

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