UE: Non retrocedere contro le discriminazioni

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ILGA Europe lancia un appello affinché le istituzioni europee non rallentino il loro impegno contro ogni forma di discriminazione.

BRUXELLES – Le due recenti bocciature francesi e olandesi alla ratifica del Trattato Costituzionale Europeo hanno inflitto un duro colpo al processo di unificazione, al punto che oggi l’effettiva entrata in vigore del trattato appare perlomeno incerta. Per i gay, le lesbiche, i bisessuali e i transessuali di tutti gli stati europei coinvolti si tratta di un documento di grande importanza, perché costituisce il primo esempio di trattato internazionale che vieta esplicitamente le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. I recenti “no”, dipesi tra l’altro in gran parte anche da motivazioni legate alla politica interna dei singoli stati, fanno aumentare le incertezze sul futuro dell’UE e potrebbero portare anche ad una complessa rinegoziazione del trattato stesso.

ILGA-Europe, l’associazione internazionale per i diritti LGBT, attraverso un comunicato esprime preoccupazione perché potrebbe essere molto difficile trovare un nuovo accordo condiviso da tutti e 25 gli stati membri su temi come le discriminazioni, nello specifico quelle basate sull’orientamento sessuale. Patricia Prendiville, direttore dell’organizzazione, ha detto: “Qualunque sia lo sbocco dell’attuale crisi sulla Costituzione Europea vogliamo richiamare le istituzioni europee e gli Stati membri che l’uguaglianza e la non discriminazione sono principi fondamentali dell’UE e speriamo che l’Unione stessa continuerà con lo stesso impegno il suo lavoro di lotta verso tutte le forme di discriminazione, comprese quelle verso lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.”

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