Ue: “Tutti gli Stati Membri riconoscano i diritti dei gay”

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Il Parlamento Europeo chiede agli stati membri di stabilire una roadmap per approvare provvedimenti contro l'omofobia e le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale.

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Il Parlamento europeo ha approvato ieri una risoluzione firmata dal Partito Popolare, dai socialdemocratici, dai liberali, dai Verdi, dai conservatori riformisti e dalla sinistra europea sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere con 442 voti favorevoli, 104 contrari e 40 astensioni.

Nella risoluzione si esprime "preoccupazione per le numerose violazioni dei diritti umani e le diffuse discriminazioni connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere perpetrate sia nell’Unione europea che nei paesi terzi"; riconosce il lavoro dell’ONU "per garantire la piena applicazione dei principi internazionali in materia di diritti umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere delle persone"; chiede "un dibattito ad alto livello in occasione della 19a sessione del Consiglio dei diritti dell’uomo, che si svolgerà nella primavera 2012, ai fini di un dialogo costruttivo, informato e trasparente sulla questione delle leggi e pratiche discriminatorie e degli atti di violenza contro i singoli fondati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere"; chiede agli Stati membri ed alle istituzioni UE di promuovere sistematicamente la tutela e il rispetto dei diritti umani relativi all’orientamento sessuale e all’identità di genere"; "si rammarica che nell’Unione europea i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ivi inclusi il diritto all’integrità fisica, alla vita privata e alla famiglia, il diritto alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, il diritto alla non discriminazione, alla libera circolazione e il diritto di asilo, non siano ancora pienamente rispettati in ogni circostanza"; chiede alla Commissione di elaborare una tabella di marcia globale contro l’omofobia, la transfobia e le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere".

Nell’ambito della discussione parlamentare, un emendamento presentato dai parlamentari della Sinistra Unitaria Europea, che felicitava quegli Stati membri che hanno riconosciuto le nozze gay e chiedeva agli altri di fare lo stesso, è stato rigettato a causa del voto contrario del Partito popolare e, contrariamente alle posizioni espresse in precedenza in occasione di altri rapporti, dei Socialisti.

In una nota l’Associazione Radicale Certi Diritti si felicita per l’approvazione della risoluzione ma si augura che il Parlamento europeo voglia essere ancora più ambizioso in occasione delle prossime risoluzioni sui diritti umani, chiedendo agli Stati membri di approvare anche l’istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Jean Lambert, membro della commissione per le Libertà Civili parlamentare ha dichiarato: " La legge europea assicura un trattamento equo per tutte le persone sul lavoro e nell’educazione, a prescindere all’orientamento sessuale, ma le persone lgbt continuano ad essre discriminate in altri ambiti della vita".

"Mentre alcuni stati membri hanno fatto significativi progressi nel realizzare l’uguaglianza prima della legge – ha aggiunto Lambert -, puntando a eliminare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, altri hanno assistito ad una crescita dei sentimenti e degli attacch omofobi. Questo è inaccettabile. Tutti gli stati membri e le organizzazioni internazionali devono giocare un ruolo nel tentativo di sviluppare un clima nel quale questo genere di intolleranza venga rifiutata."

"Accolgo con favore la risoluzione appena approvata – ha concluso – ma sono addolorato nel vedere quanti membri hanno votato contro. Questo dimostra che c’è bisogno di agire".

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