UGUAGLIANZA, A SCUOLA PRIMA DI TUTTO

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Un leader studentesco si racconta: Francesco Radicioni, 16 anni, una occupazione al liceo Tasso, la contestazione al Ministro Moratti, il coming out a scuola e in famiglia.

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A 16 anni hai già al tuo attivo una occupazione, uno sciopero della fame e persino della sete e la contestazione al Ministro Moratti. Ci racconti le ragioni della tua appartenenza al movimento studentesco?

Perché sono convinto che in Italia ci sia bisogno di una scuola pubblica, laica, aperta al dialogo tra le varie componenti. Il Ministro Moratti in 6 mesi dall’investitura non ha ancora ritenuto opportuno ascoltare gli studenti se non quelli di Comunione e Liberazione. E’ un paese civile questo?

Com’è nata l’occupazione del Tasso a Roma?

L’occupazione è nata dopo 7 giorni di autogestione nei quali abbiamo lavorato con gli insegnanti sui temi della guerra, della riforma e della globalizzazione. A questa esperienza si è aggiunto lo sciopero della fame e al terzo giorno si è passati all’occupazione con l’obiettivo di essere ricevuti dalla Moratti.

Obiettivo centrato?

Sì, l’incontro c’è stato, ma la Moratti non ha risposto a nessuna delle domande che avevamo posto. Ci ha trattato come figli di fronte ad una mamma premurosa, ma senza entrare nel merito dei problemi e delle proposte che noi avevamo avanzato.

Durante l’occupazione si è parlato anche di sessualità e omosessualità con una assemblea. Come hanno reagito la scuola e gli studenti?

Alla grande. L’assemblea era molto affollata e sono fioccate le domande per due ore. D’altra parte sul sesso al Tasso si sono fatte battaglie e discussione come per es la proposta di installare la macchina per la distribuzione dei profilattici che, naturalmente, non fu messa per l’ opposizione degli studenti di destra che misero il veto in Consiglio di Istituto facendo ironie tipo: "Che si scopa a scuola? Allora dovremmo predisporre una saletta apposita.".

Tu ti dichiari "bisessuale", come l’hanno presa a scuola e i tuoi amici?

Beh, direttamente quasi nessuno ha il coraggio di essere omofobo, segno che le cose stanno cambiando anche da questo punto di vista. Ma in separata sede..Per es quando mi sono candidato alla Consulta provinciale (in cui sono stato eletto con 152 voti e di cui faccio parte tutt’ora) intere classi avevano scritto sulla scheda elettorale "Radicioni frocio". Un altro esempio, quando parlo in assemblea qualcuno dice "Ecco il frocio". Insomma, sono il gay pubblico della scuola anche se io mi definisco bisessuale.

E com’è la tua reazione a questo clima?

Ci rido sopra, anzi, a volte mi diverto pure. In quell’assemblea quando mi hanno detto del commento ho ripreso la parola e ho fatto la voce impostata. Penso che occorra reagire alla stupidità e all’omofobia con intelligenza e ironia. Se te la prendi è peggio.

Ma quanti sono i gay nella tua scuola?

Ufficialmente solo io, che poi sono bisessuale….

Ma è così difficile secondo te per i giovani fare il "coming out"?

Guarda, avevo 15 anni e ho fatto un cartello dove c’era scritto: "Sono bieteromosessuale" e anche lì grosse risate per le reazioni scherzose un po’ di tutti. Così gli avevo subito tolto una ragione di pettegolezzo. Insomma, se uno lo dice apertamente viene accettato subito e a quel punto non ci sono più problemi. Certo è che per me forse è stato più facile perché io sono impegnato da tempo in politica, sono di area radicale, per cui io ribatto, mi difendo. Penso che dovrebbero fare un po’ così tutti quanti.

E i tuoi che dicono?

Mia madre mi ha detto che dovrei fare una scelta precisa perché essere bisessuale secondo lei mi avrebbe creato problemi mentre fare una scelta o di qua o di la mi avrebbe semplificato la vita.

I tuoi impegni futuri?

Vorrei far crescere il movimento studentesco e mi piacerebbe impegnarmi di più in politica, ma non ho ancora trovato una casa ideale. Per ora sto nel movimento degli studenti che è una esperienza bellissima (anche se molto stancante). Questi ragazze e ragazzi non hanno modelli, non pretendono nemmeno di far la rivoluzione come i nostri predecessori. Vorremmo semplicemente una scuola per tutti e non solo per i più ricchi magari di area clericale.

di Franco Grillini

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