Le terapie riparative in Gran Bretagna restano legali

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Theresa May ha respinto la proposta per bandirle.

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Dallo scorso dicembre Malta è il primo Paese che vieta per legge le cosiddette terapie “riparative”. Anche Regno Unito avrebbe potuto seguire la stessa strada, ma il primo ministro britannico Theresa May ha respinto la proposta che mirava appunto a questo.

Quasi 33.000 le firme raccolte dai promotori della petizione contro queste vere e proprie aberrazioni, che spesso includono metodi devastanti e profondamente nocivi per l’equilibro psicofisico del soggetto (come ad esempio l’elettroshock) e che la comunità scientifica condanna all’unanimità, ritenendole inutili e pericolose.

Il Dipartimento della Salute inglese ha rivendicato di aver “già preso le misure necessarie per impedire la pratica delle teorie riparative nel Regno Unito, ma, di fatto, esistono gruppi di preghiera e “specialisti” che ancora le mettono in atto.

Finché non ci sarà un provvedimento legislativo ad hoc (come quello cassato dal primo ministro), per quanto sotterranee, queste violentissime pratiche resteranno possibili.

 

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