Salerno, l’Ultima Cena gay scatena la polemica: “Locandina blasfema e fuori luogo”

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Fin dalla pubblicazione dell'immagine su Facebook la locandina ha polarizzato le opinioni.

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Se questa sera volete prendere parte alla serata gay più discussa e famosa d’Italia l’indirizzo è quello del Caffè Verdi a Salerno dove la società organizzatrice di eventi DiverCity ha preparato un’Ultima Cena molto particolare. O meglio, lì troverete una locandina molto particolare che fa il verso del Cenacolo di Leonardo Da Vinci sostituendo Gesù e gli apostoli con dei maschioni a petto nudo.

Che la data di giovedì santo sia stata scelta a caso o con l’intento di provocare non possiamo saperlo: ciò che è certo è che la locandina dell’evento ha scatenato polemica su tutti i fronti coinvolgendo Forza Italia, il Popolo della Famiglia e l’Arcigay.

Fin dalla pubblicazione dell’immagine su Facebook le reazioni non si sono fatte attendere: l’avvocato Fabio Mammone, vice coordinatore cittadino di Forza Italia Salerno, ha chiesto “l’annullamento della serata di giovedì sera”. Secondo Mammone, infatti, “gli organizzatori non sono né blasfemi, né alternativi ma semplicemente fuori luogo ed irriguardosi. La religione cristiana nulla ha da spartire con le istanze gender.

A condannare questa scelta pubblicitaria è stato anche l’immancabile Popolo della Famiglia, il movimento politico vicino a Mario Adinolfi, che da Facebook paragona la provocazione di questo bar con le stragi di cristiani in Medio Oriente: Mentre è ancora caldo il sangue dei Cristiani massacrati in Egitto per mano assassina, Salerno si prepara a fare strage di rispetto e buongusto“.

Nello stesso giorno gli organizzatori di DiverCity diffondono un comunicato stampa su Facebook: “Intendiamo ribadire il rispetto per le opinioni altrui, ma altrettanto ribadiamo con forza e convinzione la nostra libertà di vivere e divertirci come meglio crediamo. (…) Invitiamo tutti a partecipare ancora con più forza e convinzione giovedì 13 al nostro consueto aperitivo per rivendicare uno spazio di libertà, uno spazio di aggregazione, uno spazio di espressione e divertimento, indispensabile per i giovani ragazzi e ragazze gay e transessuali della nostra città e della nostra vasta provincia e regione. I nostri colori, i nostri sorrisi, i nostri cuori non possono e non devono essere limitati e spenti da chi dietro la politica cela razzismo ed omofobia”.

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