Umbria: emendamento PD rischia di svuotare l’attesa legge contro l’omotransfobia

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A pochi giorni dal voto in aula, è un emendamento PD a mettere in serio pericolo la legge umbra contro l'omotransfobia.

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Polemiche feroci in arrivo da Perugia, dove da giorni si lotta per l’approvazione della legge regionale contro l’omotransfobia, attesa in aula per l’approvazione finale martedì 28 marzo. Il consigliere Andrea Smacchi del Partito Democratico è accusato dall’associazione LGBT Omphalos di aver presentato un emendamento con il chiaro intento di svuotare la legge. Un emendamento “salva omofobi” – così è già stato denominato – che ricalca esattamente quello che nel 2013 affondò la legge nazionale contro l’omofobia in discussione in parlamento, rendendola inutile e pericolosa e bloccandone definitivamente l’iter.

Un provocatorio emendamento, quello presentato ieri da Smacchi all’articolo 1, che va a ridefinire principi e finalità della legge: “Non costituiscono discriminazione, violenza, istigazione alla discriminazione o istigazione alla violenza il manifestare liberamente il proprio pensiero, le proprie opinioni o i propri convincimenti riconducibili al pluralismo di idee, né attuare condotte conformi al diritto vigente o ai principi e valori di organizzazioni riconosciute dall’ordinamento giuridico, che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, di religione o di culto”.

Un emendamento scritto per “ribadire l’alto principio costituzionale della libertà di manifestare il proprio pensiero e di attuare attività conformi ai valori di organizzazioni giuridicamente legittime”, così duramente attaccato da Stefano Bucaioni, presidente Omphalos: “La scelta di presentare questo emendamento è folle e irresponsabile, con questa modifica non solo si rende la legge completamente inutile ma il testo diventa profondamente pericoloso. L’emendamento “salva omofobi” di Smacchi crea una sorta di salvacondotto per gli omofobi di turno perché mira a legittimare di fatto le discriminazioni in molti ambiti, creando eccezioni ad hoc tutelate addirittura dalla legge. Con questa assurda proposta, nella nostra regione, gli ospedali, le scuole, i luoghi di culto e le associazioni potranno essere zone franche per il pensiero discriminatorio”. “Siamo increduli anche per le modalità con cui l’emendamento è stato presentato, ci sono state commissioni, riunioni di gruppo e riunioni di maggioranza nelle quali il consigliere Smacchi non è mai intervenuto con nessuna proposta o richiesta di modifica. Uscire adesso, a pochi giorni dal voto, è un chiaro tentativo di mettere in difficoltà la sua stessa maggioranza per ricavarne una misera visibilità e il favore del mondo dell’estremismo religioso”.

Lorenzo Ermenegildi, segretario di Omphalos, prosegue con ancor più forza: “Pensavamo di aver già visto tutto e di aver toccato il fondo con il pasticcio burocratico della settimana scorsa, non pensavamo che il fuoco amico arrivasse a colpire così meschinamente. Martedì 28 marzo alle ore 11 saremo di nuovo davanti a Palazzo Cesaroni per chiedere l’approvazione della legge e il respingimento chiaro e secco di quell’emendamento vergogna, che sta mettendo a rischio il lavoro di 10 anni”. 

Domani pomeriggio, visto l’arrivo a Perugia del segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi, Omphalos porterà alla sua attenzione la gravità della situazione che si sta creando nell’Assemblea Legislativa regionale e il fatto che un consigliere eletto nelle fila del PD abbia proposto un emendamento di tale gravità.

Omphalos chiederà al segretario nazionale se il partito intende tutelare le vittime di discriminazione, come già espresso nero su bianco nel documento congressuale a sostegno della sua candidatura, oppure essere il promotore di una legge che avrà il primato in Italia di creare zone franche per il pensiero discriminatorio.

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