UN AIUTO PER MAHMOUD

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Egitto: scriviamo al 16enne in attesa di giudizio

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10 dicembre: giornata mondiale dei diritti dell’uomo. Il diritto di vivere una vita degna di questo nome, che troppo spesso viene negato a tante persone omosessuali nel mondo. Invece di parlare dei diritti in senso astratto e generale, abbiamo pensato di presentarvi un caso concreto, di cui abbiamo già parlato, ma che esemplifica bene lo scarso rispetto che a volte si ha per i diritti degli omosessuali. E’ il caso di Mahmoud, un ragazzino egiziano, arrestato a maggio insieme a 52 uomini nel corso di una festa su un barcone ancorato sul Nilo, una festa che secondo la polizia era in realtà una sorta di orgia gay.

Mahmoud al momento dell’arresto aveva 15 anni. E’ stato accusato di prostituzione. E’ stato detenuto in un carcere particolare, processato da solo e condannato a tre anni di prigione e lavori forzati. La sentenza è stata emessa in base a una "confessione" di Mahmoud in cui ammetteva di aver ricevuto soldi in cambio di rapporti sessuali con uomini: la "confessione", però, come è stato dimostrato nel processo d’appello, è stata estorta sotto tortura. Grazie alla sua giovane età, infatti, Mahmoud ha potuto presentare appello – "privilegio" non concesso agli altri 52 uomini arrestati – e attende una sentenza definitiva per il 18 dicembre.

Amnesty International, che, insieme a molte associazioni omosessuali nel mondo, sta seguendo il caso, lancia una iniziativa in sostegno del giovane Mahmod: scrivergli direttamente in prigione un messaggio di solidarietà e di auguri. Il gesto ha un duplice fine: da un lato, dare al ragazzo un incoraggiamento, grazie alla consapevolezza che tante persone sono a conoscenza del suo caso, e regalandogli così una bella iniezione di speranza e fiducia; dall’altro, esercitare una pressione sulle autorità del carcere e superiori attraverso un massiccio invio di lettere allo stesso indirizzo. Questo secondo scopo, inoltre, verrebbe raggiunto anche nel caso – non improbabile – che al prigioniero non venga concesso di ricevere la posta.

Una piccola azione concreta per celebrare la giornata dei diritti umani, dunque. Ma come fare? Con Acrobat Reader (se non l’avete, lo potete prelevarlo gratuitamente qui) scaricate una copia della lettera in arabo cliccando qui. Stampatela, imbustatela, affrancatela con un francobollo da 1.200 lire da posta prioritaria e speditela al seguente indirizzo:

Mahmud Abd al-Fatah

Marg Penitentiary Institution

al-Marg

EGYPT

mandatene anche una copia a

Hisham Mubarak Center:

1041 Corniche al-Nil 6 Floor Flat 10, Cairo, EGYPT

fax +20 2 762 1613

Firmate la lettera e aggiungete qualsiasi ulteriore messaggio che desideriate comunicare a Mahmoud sul retro, usando brevi frasi in inglese. E il gioco è fatto. Se avete la curiosità di sapere che cosa c’è scritto nella lettera in caratteri arabi, riportiamo di seguito una traduzione in italiano.

Al mio amico Mahmoud,

i migliori auguri.

Ti voglio scrivere per esprimerti la mia preoccupazione per le tue condizioni di detenzione.

Spero che tu ottenga un successo nel processo d’appello, ma allo stesso tempo credo sia degno di nota il fatto che molte persone in tutto il mondo conoscono i dettagli del tuo caso e stanno chiedendo che il governo egiziano ti rilasci immediatamente e incondizionatamente.

Con tutta la mia simpatia, tuo amico

Per leggere tutte le notizie sul processo del Cairo, clicca qui

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