Un’altra coppia ricorre contro il “no” alle pubblicazioni

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Insieme da 30 anni, hanno fatto ricorso contro il Comune: sono il 20esimo caso della campagna di Affermazione Civile. Al Mardi Gras, Francesco Bilotta parlerà dell'iniziativa e delle...

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Si chiamano Enzo e Diego, vivono insieme da 30 anni e hanno deciso di aderire alla campagna di Affermazione civile lanciata dall’associazione radicale Certi Diritti insieme alla Rete Lenford. Diego Geroldi, medico universitario di 61 anni ed Enzo Ceraolo di 52 hanno deciso di dire basta a quella che considerano una condizione di "cittadini di serie B" e hanno chiesto al Comune di Pavia le famigerate pubblicazioni. Scontata, purtroppo, la rispota dell’ufficiale di stato civile: i due, nel giugno dello scorso anno, si sono visti presentare un diniego per il semplice motivo che entrambi sono dello stesso sesso. Supportati dagli avvocati della Rete Lenford, Diego ed Enzo hanno deciso di intentare una causa civile, ome hanno già fatto altre venti coppie che hanno aderito alla campagna di Affermazione civile. 

«Abbiamo deciso di rivolgerci all’associazione – spiega Enzo Ceraolo alla stampa cittadina- perchè siamo stanchi di essere considerati cittadini di serie "B". Nei confronti dello Stato abbiamo tutti i doveri degli altri, ma non gli stessi diritti». Il loro avvocato Giuseppe Polizzi, che lavora con la Rete Lenford ha confermato che la strategia è la stessa seguita in tutti gli altri casi: la coppia chiede di fare le pubblicazioni allo Stato Civile del Comune e, dopo il diniego, inizia la causa in tribunale. La prima udienza di Diego e Enzo è già stata fissata e si terrà a settembre. «Chiediamo che sui casi si pronunci la Corte Costituzionale – spiega l’avvocato, precisando che l’obiettivo non è il comune coinvolto di volta in volta dalle istanze delle varie coppie -. Perchè l’Italia, insieme all’Irlanda, è l’ultimo Paese europeo a non avere ancora fatto leggi su questa materia. Chiediamo, quindi, che vengano applicati i criteri del diritto internazionale, ma, soprattutto, i principi della Costituzione. Già venti coppie hanno avviato questa procedura e il primo pronunciamento della Consulta dovrebbe arrivare tra un anno».

E non va dimenticato che, al di là degli aspetti legali e delle strategie giocate nelle aule dei tribunali, quello che pesa di più sulle coppie omosessuali alle quali non viene riconosciuto lo status di coppia, sono i problemi della vita quotidiana, quelli che le coppie eterosessuali vivono ormai come una realtà assodata e scontata. «Se chi lavora viene a mancare – spiega Enzo, che ha da poco perso il lavoro – il compagno non ha diritto alla pensione di reversibilità. Le coppie omosessuali sono escluse dalle graduatorie per le case popolari o dalle agevolazioni fiscali. Essere gay e benestanti può non creare problemi, ma fare, magari, il muratore o l’idraulico e volere vivere in un rapporto di coppia è ancora difficilissimo».

La risposta della giunta pavese non s’è fatta attendere. «Ci costituiremo in giudizio – hanno dichiarato gli assessori Marco Galandra e Pietro Trivi aimedia pavesi – anche se non possiamo ritenerci responsabili. Il diniego è dovuto a una legge dello Stato». Ed è proprio ad una legge dello Stato che tutta la campagna di Affermazione civile punta.

Il prossimo 9 agosto alle 22, durante l’attesissimo My Mardi Gras di Torre del Lago, in Versilia, a spiegare da cosa nasce questa strategia, su quali basi si fonda e come si intende andare avanti con la Campagna per ottenere una legge sul matrimonio gay ci sarà l’avvocato Francesco Bilotta, uno dei fondatori della Rete Lenford.

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