‘UN’EUROPA FORTE AIUTA I GAY’

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Parla Andrea Benedino, portavoce nazionale del Coordinamento Omosessuali dei DS, e ora candidato al Parlamento europeo. "Solo la sinistra può riconoscere i diritti delle minoranze".

TORINO – Molti lo conoscono per la sua intensa militanza nel movimento gay: Andrea Benedino, 29 anni, è portavoce nazionale del Coordinamento Omosessuali dei Democratici di Sinistra, ma è anche assessore ai Sistemi Educativi al Comune di Ivrea nonché consigliere nazionale Arcigay ed è stato anche presidente del Consiglio Comunale di Ivrea.
E’ stato nel settembre del 2000, in seguito all’impatto politico ottenuto in Italia dal World Gay Pride di Roma, che decise di dichiarare pubblicamente la sua omosessualità e di aderire al Coordinamento Omosessuali dei DS, di cui nel marzo 2002 diviene Portavoce nazionale.
Attualmente è il candidato giovane nella lista Uniti nell’Ulivo per il collegio nord-ovest al Parlamento Europeo, e su questa candidatura, lo abbiamo intervistato.
Partiamo dalla tua esperienza nel CoDS: che cambiamenti credi siano avvenuti negli ultimi anni nella sinistra, soprattutto dopo l’esperienza di governo che per molti non è stata molto ricca di contributi per la comunità gay e lesbica?
I cambiamenti sono notevoli soprattutto nel campo della sinistra laica. Con questo termine mi riferisco ai DS, agli altri partiti della sinistra storica e a parte (piccola parte purtroppo) della Margherita.
La presentazione della proposta di legge per il PaCS è la vera cartina di tornasole: i DS si sono esposti e hanno presentato una proposta forte che porterebbe finalmente l’Italia al livello degli altri paesi europei. Certo non serve nascondere la realtà: di lavoro bisogna farne ancora molto soprattutto nell’area cattolica. Bisogna far capire ai cattolici di sinistra e di centrosinistra, che il loro stesso elettorato non capisce più le posizioni conservatrici che prende la Margherita sulle questioni di libertà individuale.
Se invece dovessi muovere una critica all’atteggiamento tenuto dalla sinistra a livello europeo negli ultimi anni?…
A livello europeo? Se si parla di tematiche glbt, nessuna. Se si guarda la resto del mondo l’Unione Europea è capofila in queste battaglie. Siamo l’esempio da seguire nel mondo! È l’Italia che si pone fuori dall’Unione. Ed è la sinistra, basti pensare a Zapatero ad aver vinto queste battaglie. Altro discorso se si parla di politica in termini più generali. La sinistra non ha ancora creato una sinistra europea: è difficile paragonare Blair a Zapatero pur essendo tutti parte del PSE. L’abbiamo visto drammaticamente sulla politica estera con la guerra in Irak. Credo che la creazione di un vero partito sia il vero obiettivo dei futuri anni.
Molti cominciano ad essere sfiduciati sulla capacità dell’autorità europea di influire positivamente sui governi locali in tema di diritti civili e libertà individuali; la legge di recepimento della direttiva contro le discriminazioni costituisce un esempio di come sperare che dall’Europa venga un pieno riconoscimento di cittadinanza della comunità omosessuale è forse sopravvalutarne il potere… Come pensi che possa l’Unione Europea giocare un ruolo più incisivo da questo punto di vista?
L’Europa non è la salvezza, è un contenitore che va riempito di valori. La legge di recepimento scandalosa a cui ti riferisci è segno che gli Stati nazionali hanno ancora troppo potere all’interno dell’unione. È proprio per questo che è necessario votare una lista che forse non risponde completamente alle aspettative della comunità glbt, ma è fortemente europeista e vuole un Parlamento europeo che sia realmente decisivo nelle politiche dell’Unione. Il principio che unisce in Europa la lista Uniti nell’Ulivo è la consapevolezza che oggi dobbiamo strutturare l’Unione, dargli poteri reali, scrivere una costituzione e, soprattutto, capire come applicarla. Finché il PPE, le destre insomma, saranno forti in Europa, i parlamenti nazionali avranno troppo potere.
Abbiamo visto anche nel passato che l’equazione gay = sinistra non è più valida; molti sono gli omosessuali che si sono accostati al centrodestra, e forse ancora di più quelli che delusi, disertano le urne. Un appello al voto.
Ho serie difficoltà a capire come si possa vivere pienamente la propria condizione di gay e schierarsi con Forza Italia… voglio votare chi per lo meno ha rispetto per la condizione omosessuale. Credo anche che chi ha conosciuto la mancanza di tutele e di diritti dovrebbe ricordarsene anche quando non si parla di ciò che lo tocca direttamente. Noi combattiamo per avere pari diritti dato che già abbiamo pari doveri rispetto al resto della cittadinanza. Pari diritti e pari doveri dovrebbe essere la frase, lo slogan, di ogni omosessuale. Ma non dobbiamo chiedere diritti solo per noi: dobbiamo costruire una società aperta e giusta. Dobbiamo essere portatori di valori che ridisegnino la società partendo da noi non fare esclusivamente un discorso di lobby. Insomma, non sono di sinistra perché Violante ha firmato il PaCS, sono di sinistra perché voglio una società laica nella quale tutte le minoranze, compresa la nostra siano garantite.
Io ovviamente chiedo di votare per me, Andrea Benedino, nella Lista Uniti nell’Ulivo. Una Lista che vuole dare una struttura forte all’Europa e se l’Unione fosse già oggi forte, se i cittadini europei avessero pari diritti e pari doveri in tutti i 25 paesi, noi oggi, avremmo tutte le leggi che chiediamo. Sono convinto che sia importante votare i laici della sinistra per lanciare una sfida e un confronto serio all’interno dell’Ulivo sulle tematiche che più ci stanno cuore.
Per info: www.andreabenedino.it

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