UN MEMORIALE ALL’OMOCAUSTO

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Il Parlamento tedesco ha approvato venerdì scorso, contro la strenua opposizione della destra, un finanziamento per erigere a Berlino un monumento alle vittime gay del Nazismo.

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BERLINO – Sarà eretto nel centro di Berlino un memoriale alle migliaia di omosessuali uccisi dai nazisti nella seconda guerra mondiale. Il monumento, che sarà collocato nel Tiergarten Park, poco lontano dall’altro memoriale dedicato alle vittime ebree, è il risultato della fiera lotta intrapresa dai gruppi gay contro i politici conservatori. Una lotta che venerdì 12 dicembre ha portato all’approvazione, con i voti favorevoli della maggioranza rosso-verde (e contro la strenua opposizione dei cattolici e dei politici di destra) di un finanziamento di 500.000 euro.
Il memoriale è stato salutato con entusiasmo da alcuni deputati appartenenti agli schieramenti che hanno appoggiato il finanziamento: «Le vittime omosessuali del regime nazista nel passato sono state nella maggior parte dei casi escluse dalla cultura della memoria della Germania. Ora tutto questo è finito» ha detto Volker Beck dei Verdi. In passato, le commemorazioni specifiche per le vittime omosessuali sono state scartate sulla base del fatto che l’omosessualità era un tabù: si pensi che la legge che vietava il sesso tra maschi adulti consenzienti è stata abrogata solo nel 1969. Ma anche ora, mentre i parlamentari davano il via libera al finanziamento per il monumento, il più grande partito di opposizione, il Partito Democratico Cristiano, si è espresso con toni molti critici verso il progetto.
In realtà, nonostante il grande passo avanti rappresentato dalla decisione del Bundestag di venerdì scorso, i gay e le lesbiche in Germania hanno faticato molto a riabilitarsi, dopo il Nazismo. Persino dopo la caduta del regime, i superstiti dei lager si videro obbligati a scontare fino in fondo o addirittura oltre il termine, in normali prigioni tedesche, le condanne comminate dalla giustizia hitleriana. Questa palese ingiustizia non ha ricevuto nessun tipo di riconoscimento fino a pochissimo tempo fa. Solo da poco il paese ha chiesto formalmente scusa ai 50.000 gay che sono stati internati durante il regime nazista, concedendo così il primo riconoscimento ufficiale alla gravità della persecuzione.
Nel 2001, i gay perseguitati dal Nazismo si sono finalmente visti riconoscere il diritto a un risarcimento, grazie agli sforzi dell’Internationale Organization for Migration (IOM). Ma la stessa IOM ha ammesso di trovare difficoltà nell’individuare le persone perseguitate per la loro omosessualità, a causa del fatto che molti di loro, continuando a subire persecuzioni anche dopo la caduta del regime, non hanno mai denunciato la loro condizione.

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