UN REGISTRO CHE CONTA

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Pisa: case popolari alle coppie gay iscritte

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E’ la prima volta in Italia che l’iscrizione a un registro comunale per le unioni civili costituisce effetti giuridici rilevanti nell’ambito delle politiche di assegnazione degli aiuti. Avviene finalmente a Pisa, una delle prima città ad aver istituito un registro delle unioni civili aperto anche alle coppie omosessuali.

Indagini effettuate dagli avvocati dell’Arcigay Pride della città toscana, hanno potuto accertare che, nella assegnazione delle case popolari, l’ente preposto considererà l’iscrizione al registro come prova della convivenza della coppia; saranno quindi considerate "giovani coppie" tutte le coppie, anche omosessuali, che si siano registrate presso l’apposito ufficio comunale e i cui componenti abbiano meno di 35 anni.

Alessio De Giorgi, presidente dell’Arcigay Pride e uno dei fautori del registro, saluta favorevolmente la precisazione: "Già la legge regionale toscana come quella di altre regioni più "illuminate" prevedevano ai singoli ed alle coppie anche dello stesso sesso l’accesso alle graduatorie per le case popolari. Ricordo solo che l’Arcivescovo di Firenze Piovanelli ebbe modo di dichiarare tempo fa che era etico dare una casa popolare a una coppia gay, anche preferendola a un single, suscitando molto scalpore. Questa precisazione dell’ente per le case popolari – conclude De Giorgi – conferma la linea della regione, ed evidenzia la distanza che separa questo governo regionale da quello nel Lazio di Storace che addirittura discrimina. Ci auguriamo che, con questa decisione, le coppie gay e lesbiche pisane utilizzino di più il registro".

La Regione Toscana è una delle regioni italiane con il maggior numero di registri comunali per le unioni civili, e si propone così come una realtà all’avanguardia nel nostro paese per la tutela delle convivenze anche tra gay. In contrasto con la direzione che sembra intraprendere il governo nazionale, attento a tutelare la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio e apparentemente sordo alle discriminazioni che si compiono ai danni delle coppie di fatto (clicca qui per leggere l’articolo relativo).

I registri per le unioni civili, però, fino ad oggi hanno avuto una valenza puramente simbolica, e non garantivano il riconoscimento di alcun diritto. La decisione dell’ente per le case popolari di Pisa di considerare l’iscrizione al registro come prova della convivenza costituisce, quindi, un importante passo in avanti per il riconoscimento giuridico di questo strumento, in attesa di una legge nazionale che ne sancisca la validità.

Di coppie di fatto si parla anche nel forum (clicca qui)

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