‘UN RISARCIMENTO PER I GAY’

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Così Nichi Vendola commenta la sua elezione a Presidente della Puglia su Gay.it. "Non ho alcuna intenzione di dimenticare chi sono". E poi: "Via dalla Puglia ogni discriminazione".

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MILANO – I patemi che raggiungono il cuore si bloccano e mutano in felicità a tarda notte. In Prefettura, a Bari, dove Nichi Vendola attende i risultati, i sostenitori alzano vessilli rossi e intonano l’Internazionale. E’ il segno di un sud che tenta di presentare il conto, salato per i perdenti. Come in tutta Italia dove la Cdl riesce a difendere Lombardia e Veneto, ma è grama vittoria. Noi, da stanotte, abbiamo un presidente di Regione omosessuale, il primo nella storia della nostra Repubblica. Il 46enne Nichi Vendola ha vinto più di una scommessa, sfumando lo scetticismo dell’Unione, preoccupata dal suo credo politico e la dichiarata omosessualità. Vendola, oggi, governa la Puglia. Il “sovversivo”, il “diverso”, aggettivi mutuati dall’insolenza e dalla povertà culturale degli avversari, apre una visione del mondo ipermoderno, non dimenticando la rivoluzione che si fa cuore e giustizia, antidiscriminazione e diritti, servizio e ascolto.
Grazie Nichi, a nome della redazione, del movimento Glbt, di coloro che da oggi sperano e combattono con noi. Grazie!
Governatore, come ti senti?

Mi sento molto emozionato, perché capisco cosa vuol dire per il sud, capisco cosa significa per tanta parte del popolo pugliese, capisco cosa vuol dire questa mia vittoria per la Puglia e per tutta la comunità gay. Uno straordinario risarcimento simbolico.
Quali sono stati, a tuo parere, i temi che ti hanno portato a vincere contro Fitto?
Credo che mi abbia portato a vincere un’altra pratica e un’altra idea della politica. Fondativo di questo è il rapporto umano, il primato delle persone, la capacità di connettere la politica alla vita: una specie di rivoluzione lessicale. Insomma, la politica vissuta come ‘altro’ per stare assieme.
Hai denunciato il fango che ti è stato buttato addosso dagli avversari. A cosa ti riferivi?
A decine di migliaia di volantini, nei quali venivo presentato come il cantore della libera prostituzione, della droga libera, delle coppie omosessuali legate alla pedofilia e di ogni sorta di nefandezze del genere.
L’Italia va verso una politica libertaria e di sinistra?
Stiamo andando verso una stagione nella quale sarà decisivo coniugare libertà e solidarietà. Non è la vittoria del laicismo, questa, ma la sconfitta di una piccola Italia reazionaria. Non è la vittoria del laicismo.
Perché?
Perché, ad esempio, io non sono il prototipo di un’Italia laicista. Penso, invece, che i temi che riguardano i diritti civili e la libertà, vadano interpretati dentro un contesto della vita e del mondo che è differente dai tempi andati. Non siamo più ai tempi del referendum sull’aborto o sul divorzio e, quando noi protestiamo per le scorciatoie che ci sono nella legge sulla fecondazione assistita, non lo stiamo facendo perché ignoriamo il problema dei limiti che vanno posti alla manipolazione della vita. Semplicemente, i limiti che vengono posti sono ipocriti, sono la scorciatoia della proibizione, e la proibizione vale per i poveri e non per coloro che possono permettersi di andare all’estero.

Tanti omosessuali sono rimasti sorpresi dal tuo papismo: comunista e papista, non è una contraddizione?
Sono davvero stupito che chi dovrebbe fare della diversità la propria bandiera voglia ridurmi alla sua diversità. Papista mi sembra esagerato, ma sono una persona molto suggestionata dall’operato di Wojtyla. Spero che questo nei forum che vengono costruiti nel nome della diversità, sia consentito.
Insomma Nichi, possono convivere Pax Christi e icone comuniste?
Io spero di essere accolto come gay nella Chiesa cattolica e spero di essere accolto come cattolico nella comunità omosessuale. Non vorrei scontare in entrambi gli ambienti una medesima cifra di intolleranza.
Alessio De Giorgi ha scritto un polemico editoriale sull’omofobia del Papa defunto. Che ne pensi?
Quelli che io posso considerare errori pratici della Chiesa o dei pontefici, non penso che debbano essere la cifra esaustiva di un giudizio sulla Chiesa. I 27 anni di Wojtyla, non penso possano essere racchiusi nella sua morale sessuale che è sicuramente la parte più tradizionalista del suo pontificato.
Anche gli omosessuali ti hanno sostenuto. Ti senti ancora impegnato nelle battaglie Glbt?
Mi sento assolutamente impegnato per la dignità di tutte le persone e per le loro libertà. Quindi, non ho alcuna intenzione di dimenticare chi sono io.
Quali saranno i tuoi primi provvedimenti?
Considero necessaria avviare una discussione seria sul declino economico e sociale che sta vivendo la Puglia. Do un ruolo importantissimo a due temi fondamentali: il ruolo della cultura e il ruolo del Mediterraneo, che è il nostro futuro.
Al sud tanti giovanissimi omosessuali vivono all’ombra della società. Aiuterai la comunità omosessuale a essere cittadini di questo Paese?
Già il fatto che il loro presidente sia un omosessuale dichiarato penso possa aiutarli a uscire allo scoperto con dignità e sicurezza. Naturalmente, cercherò di fare della Puglia una terra nella quale si possa mettere al bando qualunque partica discriminatoria nei confronti di omosessuali ed eterosessuali.
Farai qualcosa in merito alle coppie di fatto?
Dovrò discuterne con la mia coalizione. L’impegno che ho preso è il seguente: un bambino nato da un matrimonio regolare e un altro nato fuori dal matrimonio, avranno gli stessi diritti.

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di Mario Cirrito

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