Un salernitano su 3 dice sì alle coppie gay

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Un'indagine condotta dall'Ordine degli Avvocati dà risultati interessanti: in città c'è un 6% che vorrebbe vietare per legge le relazioni gay.

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L’Ordine degli avvocati di Salerno ha condotto una indagine su trecento cittadini della città campana, che hanno risposto a un questionario contenente dieci domande sul diritto di famiglia. Alcuni risultati, riportati dal quotidiano La Città di Salerno, sono interessanti: il 56% del campione ha dichiarato che le coppie di fatto eterosessuali stabilmente conviventi devono avere gli stessi diritti e doveri di quelle sposate, mentre è del 31% la percentuale di coloro che affermano che anche le coppie omosessuali stabilmente conviventi devono avere gli stessi diritti e doveri di quelle sposate.

Sulle coppie eterosessuali, c’è una percentuale del 6% che crede che debbano essere ingorate dalla legge, mentre per il 38% dovrebbero avere una propria autonoma regolamentazione. Per le coppie omosessuali, è del 6% la percentuale di coloro che le vorrebbero addirittura vietate per legge, del 15 quella di chi le vuole ingorate dalla legge, e del 48% quella di chi crede debbano avere una propria autonoma regolamentazione.

Dall’indagine risulta un ritratto della città meridionale più laico di quello che ci si potrebbe immaginare: il 47% degli intervistati, ad esempio, ha affermato di essere favorevole all’abolizione del matrimonio concordatario per tornare al sistema vigente in Italia prima del 1929 che prevedeva la completa separazione tra sfera civile e religiosa.

Sorprendentemente è del 17% la percentuale di chi ha detto sì alla fecondazione assistita con donatore per le coppie omosessuali; sull’argomento, il 55% del campione si detto favorevole alla fecondazione eterologa e il 61% ha dichiarato di accettare la fecondazione omologa per le coppie di fatto.

Alla domanda «pensi che il prodotto del concepimento umano anche nei primissimi giorni della sua formazione, non possa essere sacrificato per nessun motivo o ammetti la possibilità che ciò possa avvenire per tutelare altri valori ritenuti importanti?». Il 60% ha risposto di sì, il 38% no e il 2% si è astenuto.

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