UNA GUERRA CONTRO LA LAICITÀ

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Così Aurelio Mancuso definisce le affermazioni del cardinale Ruini, che ha condannato l'introduzione in alcuni statuti del riconoscimento alle coppie di fatto. Duri commenti anche dai Ds.

ROMA – Mentre ieri anche la Campania approvava, in prima lettura, una bozza di Statuto regionale in cui è presente un timido riconoscimento delle “unioni familiari” diverse dalle coppie sposate, il cardinale Ruini provvedeva a denunciare l’attacco a cui viene sottoposta la famiglia fondata sul matrimonio sia dalle leggi che puntano a svuotarla, sia dalla polemica innescata sulla legge della procreazione assistita dalla raccolta referendaria.
Ruini: continui attacchi alla famiglia
“Preoccupano vivamente – ha detto ieri il presidente della Cei nella prolusione di apertura ai lavori del Consiglio permanente riunito a Roma – le formulazioni non rispettose del riconoscimento costituzionale dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio che si cerca di introdurre negli Statuti di alcune Regioni. Ciò che viene proposto attualmente nella vicina Spagna – aggiunge Ruini – conferma d’altronde come sia forte e diffusa la tendenza a svuotare la famiglia del suo significato e del suo ruolo sociale, senza rendersi conto della portata di simili cambiamenti, che stravolgono i fondamenti stessi della convivenza e della formazione delle persone”.
A parere del vicario del Papa, poi, “Continua martellante, su molti organi di stampa, la polemica contro la legge sulla procreazione medicalmente assistita, anche al fine di promuovere la raccolta di firme per i referendum che dovrebbero abrogarla o modificarla su punti sostanziali”.
Le reazioni della comunità gay
Duro il commento del portavoce nazionale del Coordinamento Omosessuali dei DS Andrea Benedino e Anna Paola Concia della Direzione Nazionale dei DS: “Ruini dimostra ormai di essere il rappresentante di una Chiesa che non sembra più interessata alla salvezza delle anime, ma che sembra aver scelto di entrare in politica direttamente, dettando l’agenda sia alla maggioranza che all’opposizione, scrivendo le pagelle dei buoni e dei cattivi e formulando un vero e proprio programma di governo. L’Italia però è un paese democratico e la democrazia ha le sue regole: consigliamo quindi a Ruini, se vuole fare politica, di smettere i panni del cardinale e di presentarsi direttamente alle elezioni, magari approfittando delle prossime elezioni suppletive. Sarebbe una straordinaria occasione – concludono Benedino e Concia – per dimostrare quale giudizio danno gli italiani delle religioni che si mettono a fare politica, incuranti del rispetto che si deve ad uno Stato laico”.
Per Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay, le affermazioni del Presidente della CEI sono “il più chiaro sintomo che la posta in gioco è davvero alta”. “Come mai tanta insistenza? La verità è che il tentativo di dominare il corpo altrui, di orientare con le proprie posizioni medioevali, parlamenti, leggi, stili di vita, sta assumendo per la gerarchia cattolica i caratteri di una vera e propria guerra mondiale contro la libertà e la laicità degli stati. La Chiesa cattolica può invece scegliere la strada del dialogo e della comprensione, sentimenti questi presenti in larga parte della comunità dei fedeli, ma che la gerarchia vive con terrore, perché con il tempo intaccherebbero certezze, poteri, e rendite di posizione”.

di Sirio Belli

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