Una silenziosa marcia di nonni gay

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Singolare protesta in una periferia canadese: una coppia di gay ultra-cinquantenni ha raccolto 1.500 persone in una silenziosa marcia per protestare contro un vicino omofobo.

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E’ stata una marcia di protesta diversa: niente strepiti, solo pochi cartelli e neanche un canto o slogan urlato. Il fatto riguarda il diritto di una copia gay di vivere senza essere molestati in una normale periferia cittadina, dove la vita è tranquilla, cprpoprio come la marcia.

Il principio è considerato abbastanza importante per portare circa 1.500 persone a camminare in un sabato pomeriggio in alcune parti della periferia di Pointe-Claire. E’ stata l’esasperazione dovuta a un vicino fastidioso che ha portato Theo Wouters, 59 anni, e Roger Thibault, 55, a organizzare la dimostrazione.

Wouters ha detto che le molestie hanno continuato per gli ultimi quattro anni e che loro colevano che finissero per poter "tornare alla nostra vita normale".

«Ci piacerebbe lanciare un messaggio alla gente di tutto il Canada per fermare la violenza contro le persone gay ovunque: anche nei villaggi, ovunque».

Wouters, disegnatore di moda, e Thibault, tecnico foto, vivono insieme da 28 anni, e da 23 a Pointe-Claire.

Tra i dimostranti, alcuni dei quali portavano simboli a favore della tolleranza, c’erano anche pochi sgargianti personaggi vestiti di pelle dal Gay Village di Montreal. Ma per la maggior parte, è stato un tipico incontro familiare di genitori, nonni, bambini a piedi e sui pattini, e cani.

Ai dimostranti era stato chiesto di evitare slogan e canti e di mantenere il silenzio. Hanno seguito gli ordini: il tutto risultava noioso come un pomeriggio sonnecchiante sul prato.

«E’ la prima volta che mi unisco a una dimostrazione – ha detto Huguette Miron, 68 anni – Sono qui perché credo nella tolleranza». Miron, che ha 10 nipoti, dice che i principi dei diritti umani si applicano tanto a Wouters e Thibault quanto a lei. «Io ho il diritto di essere così come sono e loro hanno il diritto di essere come sono, senza essere attaccati dai vicini».

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