Ungheria: sindaco vieta la presenza di gay e musulmani in paese

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"Qui siamo tutti bianchi, europei e cristiani, vogliamo mantenere questa situazione e non vogliamo immigrati o omosessuali".

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In Ungheria, nella cittadina di Asotthalom, a un passo dalla frontiera ungherese-serba e dalla barriera che la chiude per arginare la grande migrazione, il sindaco Laszlo Toroczkai (di estrema destra) ha varato dure leggi contro la residenza dei musulmani, e anche severe restrizioni contro le coppie omosessuali. Provvedimenti che risultano contrari alle leggi ungheresi e alle stesse direttive del governo di maggioranza nazionalconservatore.

Per ordinanza del giovane sindaco, è vietato ad Asotthalom indossare abiti strettamente musulmani, è vietato a qualsiasi muezzin lanciare appelli alla preghiera, è vietato anche costruire moschee. Anche se i musulmani residenti siano appena due, e descritti come integrati e pacifici dagli abitanti intervistati dalla Bbc.

Siamo tutti bianchi, europei, cristiani, vogliamo mantenere questa tradizione“, ha detto il sindaco, aggiungendo di ritenere che è in corso una “guerra contro la cultura musulmana“. E ancora: “Vogliamo dire benvenuto prima di tutto a gente dall’Europa occidentale che non vuole vivere in una società multiculturale, non vorremmo attirare musulmani nella nostra città, per la quale è molto importante preservare le proprie tradizioni; se un gran numero di musulmani arrivasse qui sarebbe incapace di integrarsi nella comunità cristiana“.

Il sindaco ha aggiunto anche: “Vediamo che esistono in Europa occidentale vaste comunità di musulmani che si sono mostrate incapaci di integrarsi, e non vogliamo vivere la stessa esperienza qui… Vorrei che l’Europa appartenga agli europei, l’Asia agli asiatici e l’Africa agli africani“.

Asotthalom fu investita dalla grande ondata migratoria nel 2015 e il premier Orbàn decise di reagire blindando il confine.

La nuova legislazione cittadina vieta di indossare lo hijab e altri indumenti musulmani o islamisti, vieta la preghiera e l’appello alla preghiera del muezzin, e anche la manifestazione pubblica di amore tra coppie omosessuali. Quest’ultima disposizione in particolare è in contrasto con la prassi della vita quotidiana nella vivace, giovanile capitale di tendenza Budapest e di altre città del paese.

Il governo di Orbàn non ha mai adottato simili misure.

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