Unioni civili, la nuova giravolta di Berlusconi: “Assolutamente apprezzabili”

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Sulla legge Cirinnà nel centrodestra ormai vale tutto e il contrario di tutto. Un equilibrio che non ci può lasciare tranquilli.

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Idee poche e confuse. È sempre più complicato individuare la posizione del centrodestra sulle unioni civili. Da cambiare o no?

Silvio Berlusconi ribalta nuovamente la linea del centrodestra sulle unioni civili. Se è vero che il leader di Forza Italia ci ha abituati a copiose e articolate smentite di se stesso, sulla legge Cirinnà siamo a due dichiarazioni contrarie in meno di 72 ore, che si aggiungono alle prese di posizione opposte di altri esponenti della coalizione.

Dopo l’annuncio di voler ‘metterci mano’, oggi durante il programma Agorà su Rai Tre, Berlusconi ha cambiato nuovamente versione, affermando che con l’eventuale conquista del governo da parte delle forze di centrodestra “non cambierebbe nulla”.

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Il video della puntata di Agorà.

“Noi siamo da sempre sostenitori della famiglia, anche perché stanno avvenendo poche nascite – ha spiegato Berlusconi – Le unioni civili sono naturalmente rispettabilissime, però non possono pretendere, non avendo la finalità di creare figli e di educarli, di avere gli stessi supporti che noi daremo alla famiglia”.

Per il Cavaliere se qualcuno ha contratto un’unione civile non ha nulla da temere, anziÈ una cosa assolutamente apprezzabile”.

Una smentita che non basta. La sensazione è che se all’interno del centrodestra esistono pericolosi integralisti animati dalla ferrea volontà di abrogare le unioni civili come Eugenia Roccella ed esponenti come Mara Carfagna aperta sostenitrice della Legge Cirinnà, il ‘corpaccione’ di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia stia vagando per necessità elettorale tra l’opposizione di principio alle unioni civili e il totale disinteresse a intestarsi una brutta e complicata battaglia di retroguardia politica.

Di fronte a questa continua tensione opportunistica sulla pelle di chi ha ottenuto uno straccio di diritto dopo decenni di lotta, è solo una magra consolazione la probabile ipotesi che, seguendo un tipico copione all’italiana, i progetti retrogradi sulle unioni civili finiscano a tarallucci e vino tra le ‘promesse non realizzate della politica’. Questo perché come ci ricordano i molti autocrati e populisti in giro per il mondo, umiliare i diritti delle minoranze è una risorsa preziosa quando si è a corto di consenso.

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