Unioni civili: cancellata la possibilità del doppio cognome sui documenti

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Per molte madri lesbiche questo significa non poter cambiare il cognome dei propri figli.

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Per colpa di un pasticcio burocratico i decreti attuativi della legge Cirinnà non prevedono il cambio di scheda anagrafica: per decine di famiglie questo significa veder saltare la possibilità dell’utilizzo del doppio cognome.

Mentre il cosiddetto decreto ponte varato a luglio per permettere l’applicazione immediata della legge prevedeva che l’assunzione del doppio cognome comune incidesse sulla scheda anagrafica, e quindi su documenti e codice fiscale, i decreti attuativi emanati dal governo a gennaio non contemplano la loro variazione.

Per decine di madri lesbiche questo significa non poter cambiare il cognome dei propri figli. 

Una questione molto seria che in maniera marginale colpisce anche migliaia di coppie eterosessuali e comporta un ennesimo ritardo del nostro paese sulla questione: già nel 2014 siamo stati condannati dalla Corte europea dei diritti umani poiché non era possibile dare ai figli il cognome della madre. Dopo 3 anni la situazione è rimasta immutata.

Molte coppie vittime del pasticcio burocratico hanno già deciso di appellarsi ai giudici: finché una legge non riconoscerà anche il genitore non biologico, il tema del doppio cognome è importantissimo per creare un senso di appartenenza formale di un figlio alla propria famiglia.

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