Unioni civili: il decreto ponte non è ancora arrivato. Alcuni chiarimenti

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Un po' di chiarezza su decreti attuativi, decreto ponte e alcune imprecisioni circolate in rete nei giorni scorsi. Quando si potrà fare richiesta ai comuni?

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L’11 maggio 2016 la legge sulle unioni civili è stata approvata alla Camera con 372 voti favorevoli e 51 contrari. L’iter della legge è stato travagliato: il 21 maggio questa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e, come specificato in una nota, il provvedimento è entrato in vigore il 5 giugno.

Questo non significa che la legge sia effettivamente applicabile: mancano le indicazioni concrete (i documenti richiesti alla coppia, la formula di svolgimento del rito, i momenti della cerimonia, le modalità di registrazione all’anagrafe) perché le unioni civili vengano concretamente celebrate. Queste indicazioni arriveranno in modo perentorio con i decreti attuativi, di competenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando: la scadenza prevista per questi è di sei mesi, per cui entro il il 5 dicembre 2016 i decreti attuativi definitivi verranno consegnati; probabilmente già entro agosto inizieranno ad essere pubblicati. Questi andranno a chiarire determinati aspetti della legge, come l’adeguamento delle disposizioni dell’ordinamento dello stato civile nelle quali sono coinvolte le unioni o la registrazione di matrimoni celebrati all’estero.

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Nell’attesa di questi decreti, è di competenza del ministero dell’Interno emanare il cosiddetto “decreto ponte”, ossia un documento provvisorio che indichi agli ufficiali di stato come procedere con la celebrazione delle unioni fino all’arrivo dei decreti attuativi definitivi. Il termine utile per la presentazione di questo decreto è di 30 giorni dall’entrata in vigore della legge: Angelino Alfano, attuale ministro dell’Interno, colui che riguardo allo stralcio della stepchild adoption disse che “abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica“, non ha ancora emanato alcun decreto ponte.

Nei giorni scorsi alcuni giornali hanno diffuso notizie imprecise: si è parlato di unioni civili già celebrate, cerimonie già svolte e di pubblicazioni su fantomatiche liste. Nulla di ciò è corretto e nessuna unione civile legalmente valida è stata ancora registrata: le cerimonie che sono state svolte hanno, per ora, valore simbolico. O lo avranno almeno fino a quando i comuni non avranno le istruzioni necessarie per le registrazioni ufficiali. A chiarire alcuni di questi dubbi è la stessa Monica Cirinnà in un post su Facebook.

Il Roma – Comune fa confusione sulle #unionicivili e Libero pubblica un articolo ricco di gossip ed imprecisioni….

Pubblicato da Monica Cirinnà su Sabato 2 luglio 2016

Abbiamo sentito il suo ufficio stampa, che chiarisce: “Se entro oggi il decreto ponte non dovesse arrivare, la questione è rimandata ai singoli comuni che secondo le disposizioni dei sindaci potranno già avviare le procedure per fissare le prenotazioni per la celebrazione delle unioni civili. Qualora invece il decreto dovesse arrivare, tutti i sindaci indipendentemente dalle singole iniziative saranno tenuti a svolgere tutte le procedure normative previste dalla legge“.

Non ci resta quindi che aspettare il termine della giornata odierna: non c’è ancora alcuna notizia da parte del ministero dell’Interno per il momento.

 

 

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