Unioni civili e PD, Concia: “chi non le vuole cambi partito”

di

Dopo la bocciatura del registro delle unioni civili, la deputata del PD ammette che c'è un caso con i dirigenti locali: "Inaccettabile che ci sia una tale anarchia...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1103 0

«La scelta del consiglio comunale di Grosseto di votare contro l’istituzione del registro delle unioni civili rappresenta una posizione anacronistica e sbagliata, non degna certo di una terra, la Toscana, che si è sempre contraddistinta per il suo alto grado di apertura, civiltà e modernità». Inizia così lo sfogo della deputata del PD Paola Concia contro i colleghi di partito che hanno votato contro la proposta di istituire un registro delle unioni civili a Grosseto.

Tre consiglieri su cinque, fra quelli che hanno dato il voto contrario, sono Democratici e lo stesso Sindaco, Emilio Bonifazi, è del PD e ha votato insieme al centrodestra affosando il provvedimento e "andando contro l’orientamento del PD nazionale", secondo la deputata. "Nel nostro partito – ricorda Concia – c’è infatti una Commissione Diritti presieduta da Rosy Bindi che, su mandato della segreteria nazionale, sta elaborando una proposta programmatica sul tema delle unioni tra persone delle stesso sesso». «È evidente che la scelta del gruppo consiliare democratico di Grosseto appare in netto contrasto con il nostro lavoro e rischia addirittura di delegittimarlo davanti  agli occhi dell’opinione pubblica e dei nostri elettori, che guardano sconcertati verso questo tipo di comportamenti».

Poi una promessa: «Porterò il caso in Commissione Diritti e chiederò al partito di prendere misure contro quella che appare una scelta autolesionista. In un partito progressista, che si candida a governare il paese e vuole ricostruire un solido tessuto sociale di estensione dei diritti, è inaccettabile che a livello locale ci sia una tale anarchia su questi temi; chi non ci sta forse dovrebbe cambiare partito».

Oltre al caso Grosseto, bruciano ancora le parole di D’Alema che alla festa democratica, intervistato da Zoro, disse che i diritti gay potevano aspettare e che il matrimonio offenderebbe il sentimento religioso delle persone. Ancora prima era stato il blogger Mario Adinolfi a definire le trans come "moderni ircocervi, uomini con le tette che fanno tristezza" mentre, dopo il matrimonio in Germania, un esponente del PD vicentino chiese alla deputata di "smetterla di fare leggi ad personam adesso che ha coronato il suo sogno d’amore" con la compagna Ricarda.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...