Unioni civili, al funerale di Franco il delegato del vescovo: “La Chiesa dovrebbe scusarsi”

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"Con la vostra ostinazione, ci avete dato la possibilità di pensare a una Chiesa in grande".

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So che tanti pensano che la prima parola da dire sarebbe “scusa”: per le incomprensioni, per la freddezza, per la rigidità. Ma dovrebbe farlo qualcuno più importante di me. Io, invece, vi dico “grazie”, perché voi, Franco e Gianni, con la vostra ostinazione, ci avete dato la possibilità di pensare a una Chiesa in grande, accogliente, capace di andare oltre e di non lasciare indietro nessuno: la Chiesa che noi sogniamo. Sono le parole pronunciate da don Gian Luca Carrega durante il funerale di Franco, l’83enne che da poco ha lasciato il suo compagno di una vita, Gianni. Il compagno con cui cinque mesi fa, dopo un’attesa lunga. lunghissima, si erano uniti civilmente. La prima unione civile di Torino.

Franco se ne è andato dopo una lunga malattia. “Ma adesso Gianni potrà dire chi era per lui: mio marito, la persona con cui ho vissuto 52 anni“, ha sottolineato l’assessore alle Famiglie della Città di Torino, Marco Giusta, mentre la senatrice Magda Zanoni ha trasmesso un messaggio mandato dalla ministra Valeria Fedeli.

L’arcivescovo torinese, Cesare Nosiglia, ha inviato il suo delegato per la pastorale delle persone omosessuali, che ha detto: “Una chiesa fredda e non accogliente, una Chiesa che ci fa sentire giudicati: tutto questo rischia di separarci dall’amore di Cristo. Ma il cristiano vero è ostinato e non smette di bussare alla porta di Dio, perché è convinto che il Signore è misericordioso. E voi, Franco e Gianni, siete stati ostinati“. I due avevano anche scritto una lettera al Papa >>> LEGGI.

Molto commoventi la parole di Gianni, alla fine della cerimonia: “Grazie, grazie a tutti voi. Sono stati 52 anni felici, con tutti gli alti e bassi che possono avere due persone che stanno insieme da tanto tempo. Oggi ho voluto indossare gli stessi abiti che avevamo nel giorno in cui siamo stati unitiHo voluto che li indossassi anche tu perché quel momento è stato il coronamento del nostro amore, del nostro essere famiglia“.

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