Unioni civili: poche quelle celebrate al Sud Italia

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I dati che confrontano Nord, Centro e Sud.

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I dati arrivano dal Sole 24 Ore e sono piuttosto interessanti. Risultano poche, infatti, le coppie gay che decidono di unirsi civilmente al Sud: appena 6,7 ogni 100mila abitanti. Meglio al Nord, dove le unioni civili celebrate (o prenotate per i prossimi mesi) sono 24,7 per 100mila abitanti, al Centro (15,3 unioni per 100mila abitanti) e anche nelle isole, dove le unioni civili sono state 8,8 ogni 100mila abitanti.

Questo emerge dall’indagine che Il Sole 24 Ore ha condotto nei 21 Comuni capoluogo delle regioni e delle province autonome, a poco più di otto mesi dall’entrata in vigore del ddl Cirinnà.

942 in totale le unioni civili costituite fino al 31 gennaio scorso nei capoluoghi che, con quasi 10 milioni di abitanti, rappresentano un sesto del Paese. Altre 268 unioni sono state celebrate all’estero, mentre sono 480 le prenotazioni raccolte finora dai Comuni. In totale, si tratta di 1690 ufficializzazioni, 974 delle quali si concentrano al Nord.

In testa alla classifica c’è Milano, con 495 unioni, seguita da Roma (430) e Torino (202). Incrociando i dati col numero degli abitanti, quello che viene fuori è che Milano e Torino confermano il primo e il terzo posto (con rispettivamente 36,8 e 22,6 unioni ogni 100mila abitanti), Bologna occupa la seconda posizione (26,1) e Roma scivola all’ottava (15 unioni per 100mila abitanti). A Napoli, la terza città più popolosa d’Italia, le unioni sono 87, nove ogni 100mila abitanti.

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