Unioni civili, tutto da rifare: ci pensa il governo

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Renzi sarebbe pronto ad abbandonare il DDL Cirinnà per un testo che piaccia ad Alfano.

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Se non stessimo parlando della vita quotidiana e dei diritti di migliaia di persone, sembrerebbe una soap opera d’altri tempi.
Stando a quanto riporta l’Huffington Post , infatti, il governo avrebbe pronto un testo sulle unioni civili che scavalcherebbe il DDL Cirinnà in discussione alla commissione giustizia del Senato. Renzi, quindi, avrebbe deciso di mantenere fede alla promessa fatta ad Avvenire .
La sostanza, dicono le fonti dell’Huff riconducibili al gruppo del Pd al Senato, sarebbe la stessa (civil partnership alla tedesca con adozione dei figli del partner). Quello che sarebbe diverso, a parte l’iter, è l’approccio legislativo. Mentre il DDL Cirinnà, infatti, fa riferimento alla legislazione già in vigore sul matrimonio, per istituire le unioni civili, il testo del governo creerebbe una norma del tutto nuova.

Un approccio, che secondo le fonti riportate dalla testata online, sarebbe più gradito agli alleati di governo del PD. Non più tardi di qualche settimana fa, era stata la stessa senatrice democratica Monica Cirinnà a dichiarare di avere preparato l’elenco completo delle leggi da modificare per allargare alle coppie lgbt i diritti previsti per le coppie etero (adozioni a parte).
Non deve essere bastato neanche questo se dal governo adesso arriva la notizia che si rifà tutto da capo, nonostante la commissione avesse deciso di portare a termine la propria discussione e ad aprire agli emendamenti governativi in fase di discussione parlamentare.

La differenza di approccio politico, però, è sostanziale e si gioca tutto sulle maggioranze. Un testo approvato dalla commissione giustizia, infatti, potrebbe godere dei voti favorevoli di forze che non fanno parte della maggioranza, come Sel e M5S, ma anche di alcune frange di Forza Italia più disposte al dialogo sui temi dei diritti civili e fare a meno, così dell’appoggio degli alfaniani, oltre che dei teodem del PD. Una legge nata dall’accordo delle forze di governo, invece, dovrà necessariamente piacere all’NCD di Giovanardi. Lo stesso partito che, pari solo a Fratelli d’Italia, in questi giorni si è scagliato con estrema veemenza contro le stepchild adoption e che in passato ha fissato più di un paletto sui diritti previsti dal DDL Cirinnà (reversibilità della pensione in primis).
Appena ieri, alla fine della conferenza stampa sul programma dei prossimi mille giorni di Governo, le associazioni lgbt si chiedevano che fine avessero fatto le unioni civili cui Renzi non aveva neanche accennato. La risposta, se le voci riportate dall’Huffington dovessero essere confermate, non è quella sperata.

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