UNIONI GAY, IL CASO INGLESE

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La Gran Bretagna affronta il dibattito sulle unioni civili con poca polemica e molto senso pratico.

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LONDRA. Mentre in Italia imperversa la polemica sulla centralita’ della famiglia tradizionale e le unioni gay, la camera dei Lord inglesi lo scorso 9 gennaio ha iniziato la discussione di un disegno di legge sulle unioni civili. Lord Lester, esponente del partito Liberale Democratico, ha proposto alla camera dei Lord un disegno di legge che riconosce le unioni civili. Il progetto e’ stato ideato congiuntamente con Stonewall, la piu’ importante e influente organizzazione omosessuale inglese.

La Gran Bretagna, non riconoscendo ancora le unioni civili, e’ un’anomalia tra i paesi dell’Europa del nord. La Danimarca e’ stato il primo paese europeo a riconoscere le unioni di coppie omosessuali nel 1989. Sei anni piu’ tardi, nel 1995, la Norvegia e la Svezia adottano, con poche modifiche, la legge varata in Danimarca. Nel 1996, la Groelandia e l’Islanda si uniscono. Nel 1998 e’ la volta dei Paesi Bassi. Recentemente anche la Francia e la Germania hanno varato leggi simili.

Nonostante le tante promesse del governo laburista di Tony Blair, la legge inglese non e’ in linea con la maggioranza dei paesi europei ed e’ forse piu’ arretrata di quella italiana

Il governo non e’ ancora riuscito a sbarazzarsi della famosissima e odiata "Clause 28" – approvata negli anni della Thatcher – che proibisce a qualsiasi autorita’ statale (principalmente le scuole) di "promuovere" l’omosessualita’. In pratica agli insegnanti e’ legalmente vietato discutere e affrontare tematiche omosessuali con gli studenti, pena pesanti sanzioni e in casi limite l’espulsione.

Solo nel gennaio 2001, dopo lunghe ed estenuanti pressioni di vari gruppi omosessuali – Stonewall ancora in prima linea – e delle frange piu’ liberali all’interno dei laburisti, il governo ha abbassato l’eta’ legale dei rapporti sessuali tra gay dai 18 a 16 anni equiparandola alla legge in vigore per gli eterosessuali.

Inoltre la chiesa anglicana, nonostate abbia recentemente istituito il sacerdozio per le donne, non e’ certo piu liberale della chiesa romana su questo tema: l’Arcivescovo di Canterbury George Carey, in una recente intervista televisiva, ha riconfermato la sua opposizione alle unioni civili tra gay dichiarando che "il matrimonio e’ una relazione tra un uomo e una donna". L’Arcivescovo ha anche dichiarato alla BBC lo scorso lunedi’ le sue intenzioni a dimettersi e andare in pensione entro il prossimo autunno; e’ comunque improbabile che chi lo sostituira’ cambiera’ questa posizione inflessibile.

Nonostante le leggi siano ancora poco liberali rispetto al resto dell’Europa e la posizione di poteri "forti" come la chiesa, in Gran Bretagna si respira un’atmosfera di gran fermento sia tra gli omosessuali che nella societa’ in generale. Lesbiche e omosessuali sono meno isolati e gli eterosessuali si sentono meno "minacciati" dall’espressione dell’identita’ gay. Ne e’ la prova l’introduzione del registro di unioni civili architettato e promosso dal sindaco laburista di Londra Ken Livingstone. A settembre dello scorso anno e’ stata celebrata la prima unione civile di una coppia omosex. Alex e Ian, 68 e 62 anni rispettivamente, dopo 28 anni di relazione hanno finalmente potuto registrare la loro unione. Il registro non ha nessuna valenza legale per lo stato ma il sindaco auspica che possa essere riconosciuto da enti pubblici e privati in caso di discordie riguardanti il testamento, proprieta’ e diritti di successione.

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E’ un atto simbolico che ha incoraggiato apertamente e allargato il dibattito al di fuori della comunita’ gay. Solo i tabloids, che tradizionalmente difendono e sostengono la parte piu’ conservatrice della societa’, si sono dimostrati intransigenti. La BBC ha aperto il proprio sito internet ad un forum di discussione attirando per lo piu’ commenti a sostegno delle unioni civili.

Tutto questo e’ sicuramente un importante passo in avanti e serve ad aumentare la pressione sul governo di Tony Blair per fare in modo che metta in pratica alcune promesse sbandierate nelle ultime due campagne elettorali e poi non mantenute.

Dopotutto non sono certo questi laburisti i difensori delle istanze gay nella societa’ inglese del nuovo millennio. Le promesse non mantenute, lo scontento e la delusione della comunita’ omosessuale sono stati efficacemente raccolti dai Liberali Democratici, l’unico partito che in modo diretto e aperto affronta le problematiche gay proponendo politiche chiare ed oneste. I Liberali Democratici sono in fatti favorevoli all’istituzione di unioni civili di coppie dello stesso sesso dall’eta’ di 16 anni. Ed e’ proprio un Lord Liberale Democratico, Lord Lester che ha proposto un disegno di legge che attui questa politica. La proposta include soluzioni specifiche su casa, pensione, assistenza sociale, tasse, e incidenti mortali.

Matrimonio gay? "No", dice Angela Mason portavoce di Stonewall, "questo e’ un disegno di legge che che riguarda tutte le coppie in una relazione a prescindere dal sesso, orientamento, religione e razza che vogliono legalmente riconosciuti i propri diritti". Il secondo dibattito e’ previsto per venerdì 25 gennaio.

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