UNIONI GAY, LA GERMANIA SI SPACCA

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Simile o diverso? In Germania la registrazione delle coppie di fatto scatena polemiche anche all'interno della comunità gay. Ma la società è pronta ad accettare i matrimoni omosex.

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BERLINO. Cosa sta accadendo in Germania, dopo l’approvazione di una metà del progetto di legge che permetterà agli omosessuali tedeschi di registrare la propria convivenza e di godere così di una parte dei diritti e dei doveri dell’istituto del matrimonio? Un’approvazione della seconda parte del progetto di legge da parte del Consiglio dei Laender pare sia al momento da escludere.

Nal frattempo si sono create due fondamentali correnti di opinione che vedono sinistra e cattolici schierati l’uno contro l’altro. E nel mezzo sta la componente omosessuale ancora più a sinistra rappresentata da quei movimenti gay come il comitato scientifico umanitario (WhK): questi movimenti si scagliano contro il "martimonio gay" vedendo in esso una forma di eterosessualizzazione degli omosessuali e di omologazione ad un istituto patriarcale ormai superato e detentore di forme di repressione della libertà individuale. Anche i gay che sostengono questa posizione parlano di discriminazione, ma in un senso diametralmente opposto a quello di chi questa legge l’ha voluta. Ovvero: rifiutano l’assimilazione e rivendicano il diritto-dovere di essere e restare diversi.

Le dichiarazioni della conferenza dei vescovi tedeschi hanno assunto un loro peso: la loro presa di posizione si articola sotto forma di una controargomentazione nei confronti delle tesi sostenute da chi appoggia la legge e in questo senso si presta ad una esposizione lineare. Il punto di attacco riguarda il comma 1 dell’articolo 6 del Codice giuridico tedesco "Matrimonio e famiglia stanno sotto la protezione speciale dell’ordine statale". I vescovi rifiutano di considerare uguali una coppia di fatto omosessuale e una coppia sposata eterosessuale. La sinistra ha tentato di ribattere sul loro stesso terreno, affermando che si tratta di un progetto in definitiva conservatore che punta ad una unione che duri tutta la vita e alla responsabilità reciproca. Ma i vbescovi hanno ribattuto che ciò non legittima l’equiparazione con il matrimonio, e che tali scopi posso essere raggiunti tramite la stipulazione di accordi contrattuali, poiché secondo i vescovi gli omosessuali non hanno bisogno dell’istiututo "matrimoniale" per integrarsi in una società che già li accetta. La reazione dei vescovi tedeschi è importante perché rispecchia in larga misura anche la posizione della CDU/CSU che da una parte afferma di non voler discriminare gli omosessuali e dall’altra difende accanitamente il ruolo superiore del matrimonio fondato sulla famiglia e parla del matrimonio eterosessuale come di un "privilegio" (Friedrich Merz, vicepresidente della CDU, nella Nordsee- und Wetzlarer Zeitung dell’11 Novembre).

Scontata l’opposizione della Chiesa tedesca, che cerca di salvare capra e cavoli ma inciampa clamorosamente quando sistiene che "non tutte le forme di vita sono buone", è interessante capire la reazione della società civile. A questo proposito, di particolare interesse è stata la trasmissione tv di Sabine Christiansen, la più famosa giornalista televisiva tedesca di corrente politica CDU ma di origine anseatica. Ospiti della trasmissione erano Norbert Geis della CSU, Hartmut Perschau della CDU e l’arcivescovo di Berlino Sterzinsky da un lato, e i fautori del progetto di legge Volker Beck omosessuale dei Verdi e la ministra federale della giustizia Herta Däubler-Gmelin dall’altro. In studio anche una scrittrice lesbica, figlia di un esponente di rilievo della SPD, e una coppia gay molto nota in Germania. Gli argomenti di discussione non sono stati molto diversi da quelli sovraesposti. Interessanti sono state tuttavia le reazioni da parte del pubblico presente in sala. Riuscire a difendere la propria posizione da parte della destra senza incorrere nel pericolo incombente della discriminazione in un paese dove il razzismo ha una peso storico senza dubbio non paragonabile a quello italiano non è stato facile. Il pubblico spesso ha riso, la destra presente è sembrata semplicemente vecchia e non in grado di vedere i cambiamenti del mondo. Di fronte all’argomento della "natura" dell’arcivescovo, con cui la Chiesa cerca di ottenere una autorità argomentativa superiore a quella ormai difficilmente difendibile della Bibbia, l’espressione dei presenti ha oscillato fra il leggermente divertito, il distratto e il compassionevole.

La coppia gay composta dal cantante pop Patrick Lindner e dal suo manager e compagno Michael Link ha ormai da tempo adottato un bambino che chiama uno dei partners "papà" e l’altro Michael. La chiara affermazione della ministra Gmelin "Questa è già una famiglia" rivolta in tono pacato ma deciso alla controparte, ha fatto intendere chiaramente lo svantaggio di chi si rifiuta di vedere e di affrontare la realtà: il cardinale cattolico non ha saputo controbattere e ha taciuto di fronte ad una evidenza incontrovertibile. La trasmissione condotta da una giornalista non di sinistra e trasmessa da ARD (paragonabile a RAI UNO) è sembrata sancire un’accettazione di fatto chiara nella società, almeno in quella giovane, che rappresentava la maggioranza del pubblico presente. Tuttavia alla trasmissione non era stata invitata la componente gay di estrema sinistra, molto critica nei confronti della legge.

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